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Casatenovo, FdI attacca il Comune per il patrocinio a un evento con falce e martello

Il consigliere regionale Giacomo Zamperini denuncia la scelta di patrocinare l'incontro sull'esperienza comunista a Casatenovo, il cui volantino espone la falce e il martello. Il circolo locale di FdI chiede al sindaco di prendere le distanze dal terrorismo degli anni di piombo.

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A Casatenovo, in provincia di Lecco, è polemica per il patrocinio comunale a un incontro storico il cui volantino di presentazione espone la falce e il martello. A sollevare il caso è il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Giacomo Zamperini, che accusa l'amministrazione di centrosinistra di avallare un'iniziativa con un taglio ideologico più che storiografico.

L'evento in questione è la presentazione del volume «Una piccola storia del Novecento in Brianza. L'esperienza Comunista a Casatenovo 1945-1991», in programma il 24 ottobre con il patrocinio del Comune. Secondo quanto denunciato, il materiale promozionale dell'incontro riporta il simbolo della falce e del martello, scelta che ha fatto scattare la protesta del partito di governo.

«Un conto è studiare la storia, un altro è rivendicare un'ideologia attraverso simboli che richiamano regimi responsabili di repressioni, persecuzioni e milioni di morti», ha dichiarato Zamperini. Il consigliere regionale ha aggiunto che «la falce e il martello non sono simboli neutrali: riportano a un totalitarismo e a una pagina tragica della storia mondiale, europea e lombarda».

La critica non riguarda la libertà di un'associazione di organizzare un incontro né l'interesse storico per le vicende del Partito comunista italiano a livello locale, che sono parte della storia del Paese. Il punto contestato è il patrocinio istituzionale. «Che gli organizzatori scelgano di esporre la falce e il martello anziché il simbolo del Partito Comunista Italiano è una responsabilità che va contro anche alle originarie intenzioni di uno spazio di studio accademico», ha sostenuto Zamperini, secondo cui «il Comune, scegliendo di patrocinare l'iniziativa, offende la memoria delle vittime del comunismo».

Da qui la richiesta di chiarimenti al primo cittadino di centrosinistra. «Questa è una scelta di cui il sindaco e la giunta di Casatenovo devono rendere conto, insieme agli organizzatori della serata, prendendo pubblicamente le distanze dal terrorismo degli anni di piombo», ha affermato il consigliere regionale. «Se questo non fosse già avvenuto, sarebbe arrivato il momento di farlo senza ambiguità. La memoria storica va affrontata con metodo scientifico e spirito critico, senza celebrazioni ideologiche e senza dimenticare il sangue versato e l'odio seminato anche in Lombardia».

Sulla stessa linea si è espresso Alberto Cantù, presidente del circolo di Fratelli d'Italia di Casatenovo. «Nessuno mette in discussione la libertà di un'associazione di organizzare un incontro, né l'interesse storico per le vicende del PCI locale, che sono parte della storia del nostro Paese», ha precisato. «La questione è un'altra: il patrocinio non è un atto neutro, ma un riconoscimento con cui l'istituzione, a nome di tutta la cittadinanza, avalla un'iniziativa che sembra avere, da come presentata, più un taglio commemorativo che storiografico».

La vicenda si inserisce nel dibattito ricorrente sul rapporto tra istituzioni locali e memoria storica, in particolare quando il patrocinio comunale viene percepito come una forma di legittimazione politica. Nel caso di Casatenovo, il confronto resta aperto: da un lato la richiesta di prendere le distanze da simboli e riferimenti ideologici, dall'altro la rivendicazione del valore storico di un percorso di ricerca sulla storia locale del Novecento.

Al momento non risultano prese di posizione ufficiali da parte del sindaco e della giunta di Casatenovo in risposta alle dichiarazioni di Fratelli d'Italia. L'incontro del 24 ottobre resta in programma con il patrocinio dell'amministrazione comunale.

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