Wireva

Compath, un dispositivo indossabile senza touchscreen per aiutare chi soffre di demenza a orientarsi

Il designer Jonas Krämer ha ideato Compath, un concept indossabile con un pulsante Home giallo pensato per guidare chi convive con la demenza senza dover usare menu complessi.

Questo articolo è stato prodotto con l’ausilio dell’IA sotto la responsabilità editoriale di Haydamax OÜ.

Una passeggiata abituale può diventare destabilizzante quando la strada di casa non appare più familiare. Per chi convive con la demenza, ricevere indicazioni dallo smartphone può aggiungere un'ulteriore difficoltà, perché bisogna muoversi tra menu e schermate proprio quando l'orientamento è già compromesso. Il problema progettuale, dunque, non riguarda soltanto sapere dove si trova una persona, ma rendere l'aiuto accessibile a chi ne ha bisogno.

È questa la logica alla base di Compath, un concept indossabile firmato dal designer Jonas Krämer. Il dispositivo ha un pulsante Home giallo che mette in primo piano una destinazione riconoscibile, al posto di un'interfaccia complicata. Sono previsti segnali visivi e sonori per accompagnare chi lo indossa. L'idea parte dall'aiutare una persona a proseguire un'attività quotidiana, invece di considerare la sua posizione come l'unico problema da risolvere.

Compath è stato uno dei sette progetti finalisti dei RIMOWA Design Prize 2025. Si tratta però di un progetto di design e non di un prodotto in vendita, quindi non ha ancora dimostrato prestazioni concrete sul campo. La sua forza sta nell'obiettivo di rendere l'aiuto direttamente disponibile a chi lo porta, senza affidare tutte le informazioni utili allo smartphone di qualcun altro.

Le immagini pubblicate mostrano un corpo tondo con un volto centrale scuro, un ampio anello esterno e il contrastante pulsante Home. Il dispositivo è presentato appeso a cordini e catene, più vicino a un accessorio personale che a un tradizionale ciondolo di emergenza. Accanto alle due versioni compaiono una chiave e un charm a forma di cuore arcobaleno, dettagli che suggeriscono una dimensione sociale oltre alla funzione pratica. Lo stesso spirito di personalizzazione è richiamato dalla proposta di un'opzione più personale rispetto a due semplici tonalità di grigio.

L'interfaccia proposta da Krämer evita i comandi touch e i menu complessi. Segnali visivi e audio fornirebbero indicazioni e promemoria, mentre il pulsante Home riporterebbe a casa chi lo indossa o verso un altro luogo stabilito. Anche la cosiddetta Safe Zone sarebbe definita insieme alla persona e ai suoi caregiver, intorno a luoghi e abitudini familiari. Uscire da quell'area farebbe scattare un avviso. Questo passaggio di condivisione conta, perché un confine tracciato con la persona ha un significato diverso da uno imposto dall'esterno.

Anche a casa il sistema prevede un punto fisso. Una base di ricarica chiamata Lighthouse offrirebbe al dispositivo una collocazione stabile, accanto alle chiavi o ai farmaci. Il progetto considera così i momenti prima e dopo la passeggiata, non solo la passeggiata in sé. Restano però domande aperte: la durata della batteria, la connettività, la precisione della localizzazione e ciò che accade quando un segnale non viene percepito. Anche il funzionamento dei comandi per persone con capacità diverse e bisogni che cambiano nel tempo richiederebbe risposte concrete prima di considerare il concept una soluzione di cura praticabile.

Same event, other desks

Story file →