Un nuovo film Netflix riporta al centro dell'attenzione la figura di Ted Kaczynski, l'uomo passato alla storia come Unabomber. Il dramma, interpretato da Russell Crowe e Jacob Tremblay, racconta la vicenda del brillante studente di Harvard che si trasformò in uno dei criminali più ricercati d'America, responsabile di una serie di attentati che per quasi vent'anni misero in scacco l'FBI.
La pellicola non si limita a ricostruire gli attentati, ma esplora le origini e la psicologia di Kaczynski, un tema che negli Stati Uniti resta ancora oggi particolarmente sensibile. La storia di Unabomber, infatti, continua a dividere l'opinione pubblica: da un lato il rigore morale di chi lo considera un assassino, dall'altro l'interesse per le sue motivazioni e per il suo manifesto contro la società industriale.
Kaczynski era un enfant prodige della matematica. Ammesso ad Harvard a soli sedici anni, si laureò e proseguì gli studi fino a diventare professore universitario. La sua carriera accademica sembrava destinata a un futuro brillante, ma a un certo punto decise di abbandonare tutto e ritirarsi in una capanna nel Montana, senza elettricità né acqua corrente. Da quel rifugio isolato iniziò a progettare e spedire ordigni esplosivi a università, aziende e studiosi, con l'obiettivo dichiarato di fermare il progresso tecnologico.
Tra il 1978 e il 1995 gli attentati di Unabomber causarono tre morti e numerosi feriti. L'FBI diede alla vicenda il nome in codice UNABOM, da university and airline bomber, proprio per il tipo di obiettivi colpiti. Le indagini si protrassero per anni senza risultati, anche perché Kaczynski agiva in modo meticoloso e sfuggente, senza lasciare tracce evidenti.
La svolta arrivò quando l'uomo inviò al Washington Post e al New York Times un lungo manifesto, intitolato «La società industriale e il suo futuro», chiedendo che fosse pubblicato. Il testo, oltre 35.000 parole, esponeva la sua visione critica contro la tecnologia e l'industrializzazione. Le autorità acconsentirono alla pubblicazione nella speranza che qualcuno riconoscesse lo stile di scrittura. Fu proprio il fratello di Kaczynski, David, a riconoscere la prosa e a segnalarlo all'FBI.
Arrestato nel 1996 nella sua capanna nel Montana, Kaczynski fu processato e condannato all'ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. Durante il processo i suoi avvocati tentarono di dimostrare che soffriva di disturbi mentali, ma lui rifiutò questa linea difensiva, sostenendo di essere pienamente consapevole delle proprie azioni. È morto in carcere nel 2023.
Il film Netflix si inserisce in un filone di produzioni che negli ultimi anni hanno riportato sul piccolo schermo casi criminali realmente accaduti, spesso con l'obiettivo di esplorare non solo i fatti, ma anche il contesto sociale e culturale in cui sono maturati. La figura di Unabomber, in particolare, continua a interrogare il pubblico su temi come il rapporto tra individuo e tecnologia, la solitudine e il radicalismo.
La pellicola, con Russell Crowe nei panni di Kaczynski e Jacob Tremblay in quelli del giovane Ted, punta a raccontare la trasformazione di un uomo comune in un criminale, senza cadere nella semplice cronaca nera. Un approccio che, secondo la produzione, mira a far riflettere lo spettatore sulle contraddizioni della società contemporanea.