Un uomo di 57 anni di origine marocchina, condannato per violenza sessuale ai danni di una ragazza disabile, è tornato in libertà a Ravenna dopo aver scontato la pena nel carcere di Modena. La sua presenza in città è stata nuovamente segnalata nelle ultime ore, nonostante il suo percorso di espulsione dall'Italia fosse già stato avviato.
Secondo la ricostruzione giudiziaria, tutto era cominciato il 2 giugno 2024, quando l'uomo aveva incontrato la giovane, una ragazza di vent'anni affetta da una forma importante di autismo, alla fermata dell'autobus. Il giorno successivo i due si erano incrociati di nuovo e l'uomo, approfittando delle condizioni della ragazza, si era avvicinato e l'aveva palpeggiata. La vittima era riuscita a sottrarsi e, una volta a casa, aveva raccontato quanto accaduto, facendo partire le indagini che avevano portato all'identificazione e al processo.
In primo grado il 57enne era stato condannato a quattro anni di reclusione per violenza sessuale. In appello la pena era stata ridotta a due anni e otto mesi. Una volta terminata la detenzione, per l'uomo si era aperto il capitolo del rimpatrio: avrebbe dovuto essere trasferito in un Centro di permanenza per i rimpatri e, da lì, accompagnato fuori dall'Italia.
Il meccanismo, però, si è bloccato. Per entrare nel Cpr è necessario il via libera sanitario, una certificazione che si ottiene attraverso una visita medica obbligatoria. L'uomo è stato quindi portato a Ravenna per l'accertamento previsto dalla procedura, ma la visita non è stata eseguita perché il 57enne ha rifiutato di sottoporsi agli esami. Senza quella certificazione, il trasferimento non ha potuto avere luogo e l'uomo è potuto tornare a circolare indisturbato per la città.
La sua presenza a Ravenna non è un fatto nuovo per le cronache locali. Già prima della violenza sessuale, l'uomo aveva avuto problemi con la giustizia in città. Un'avvocatessa che lo aveva assistito in un processo per droga lo aveva denunciato per minacce e molestie, ottenendo un ammonimento del questore. Dopo la scarcerazione, però, il suo percorso avrebbe dovuto prendere tutt'altra direzione.
Il caso del 57enne si intreccia con un'inchiesta più ampia condotta dalla Procura di Ravenna sui cosiddetti falsi certificati «anti Cpr». Nove medici dell'ospedale cittadino risultano coinvolti nell'indagine e quattro di loro sono accusati anche di associazione per delinquere. Al centro dell'inchiesta ci sono le procedure seguite per gli accertamenti sanitari che precedono il trasferimento nei Centri di permanenza per i rimpatri.
Su questo fronte, il 26 settembre 2022 la Prefettura e l'Ausl della Romagna avevano sottoscritto un «Protocollo Immigrazione» per regolare proprio le visite mediche propedeutiche al trasferimento nelle strutture di permanenza. Il protocollo indicava come riferimento il Pronto soccorso e la Medicina d'urgenza dell'ospedale Santa Maria delle Croci. Secondo quanto emerso, però, il documento sarebbe stato disatteso per favorire le visite presso il reparto di infettivologia.
La scelta ha sollevato le perplessità di Veronica Verlicchi, capogruppo consiliare della Pigna, che ha chiamato in causa il direttore generale dell'Ausl della Romagna, Tiziano Carradori. «Perché, pur conoscendo perfettamente sia il Protocollo Immigrazione sia la procedura aziendale dell'Ausl della Romagna, il direttore generale non è intervenuto affinché le visite venissero effettuate secondo il percorso previsto?», ha chiesto la consigliera. «Emergono profili di responsabilità amministrativa estremamente gravi, in particolare sotto il profilo del controllo e della vigilanza che competono alla direzione generale», ha aggiunto Verlicchi. La direzione generale, per ora, non ha replicato.
La vicenda ravennate riporta al centro del dibattito pubblico il funzionamento delle procedure di rimpatrio e i controlli sanitari che dovrebbero accompagnarle. Il caso specifico del 57enne mostra come il rifiuto di sottoporsi alla visita medica possa di fatto vanificare il percorso di espulsione, lasciando l'uomo in città nonostante la condanna definitiva per violenza sessuale.