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Poste alza l'offerta su TIM e rinuncia alla soglia minima

Il corrispettivo sale a 1,97 euro cash più 0,218 azioni Poste per ogni titolo TIM. La soglia del 66,67% viene eliminata e il mercato reagisce positivamente sul titolo telefonico.

Questo articolo è stato prodotto con l’ausilio dell’IA sotto la responsabilità editoriale di Haydamax OÜ.

Poste Italiane ha giocato la carta decisiva nell'ultima settimana dell'OPAS su TIM: ha aumentato di 30 centesimi la componente in contanti dell'offerta e ha rinunciato alla soglia minima del 66,67% che fino a ora rappresentava una delle condizioni più importanti per il successo dell'operazione.

Il nuovo corrispettivo finale è composto da 1,97 euro in contanti e 0,218 azioni ordinarie Poste Italiane di nuova emissione per ogni azione TIM portata in adesione. La società ha precisato che non sono previsti ulteriori rilanci. Sulla base del prezzo di chiusura di Poste del 4 settembre, pari a 26,90 euro, il valore implicito arriva a 7,83 euro per azione TIM.

Il cambiamento più rilevante, oltre al prezzo, riguarda però la rinuncia alla soglia del 66,67%. Poste acquisterà quindi le azioni portate in adesione anche se la partecipazione raccolta resterà sotto quel livello, ferme le altre condizioni dell'offerta. In questo modo viene ridotto il rischio che un numero insufficiente di adesioni faccia saltare l'operazione per il solo mancato raggiungimento della soglia.

La decisione arriva a pochi giorni dalla chiusura del periodo ordinario di adesione. La finestra, aperta il 20 luglio, termina alle 17:30 CEST dell'11 settembre salvo proroghe. Nelle regole dell'offerta è inoltre prevista, se ricorrono le condizioni, una possibile riapertura dei termini nella seconda metà del mese.

A Piazza Affari il titolo TIM ha aperto in rialzo nella seduta dell'8 settembre dopo l'annuncio del rilancio, in controtendenza rispetto a un avvio debole dei principali listini europei. La reazione segnala che il mercato ha letto il nuovo prezzo e la rinuncia alla soglia come un aumento della probabilità che l'operazione vada avanti.

L'OPAS ha una dimensione che va oltre la semplice acquisizione finanziaria. Poste è già azionista di TIM e punta a costruire un gruppo integrato capace di mettere insieme rete commerciale, servizi finanziari, pagamenti, assicurazioni e telecomunicazioni. Nel piano presentato nei mesi scorsi, Poste ha indicato la volontà di rafforzare il modello di piattaforma e di sviluppare sinergie commerciali con la base clienti di TIM.

Il gruppo ha inoltre dichiarato di aspettarsi un impatto positivo sull'utile per azione dal 2027, con un contributo previsto a doppia cifra nel 2028. Sono stime della società e dipendono dalla riuscita dell'operazione, dall'integrazione e dall'effettiva realizzazione delle sinergie annunciate.

Per gli azionisti TIM, la scelta resta legata alla combinazione tra cash e azioni Poste: aderire significa ricevere una quota immediata in denaro e diventare, per la parte azionaria, soci del gruppo acquirente. Il valore finale della componente in titoli varierà quindi con il prezzo di Poste fino alla conclusione dell'operazione.

La prossima scadenza è l'11 settembre. Da qui a quel momento il dato decisivo sarà il livello delle adesioni. Con la soglia minima eliminata, però, la partita non dipende più da un unico numero: il focus si sposta sulla quantità di TIM che Poste riuscirà effettivamente a raccogliere e sull'assetto che emergerà dopo l'offerta.

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