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Eye-D, il badge da conferenza che cattura l'attenzione con un display a LED

Un maker ha realizzato un badge da conferenza con microcontrollore ESP32-C6 e una matrice di 128 LED RGB: mostra nomi, animazioni e pixel art, controllabile via Bluetooth da smartphone o computer.

Un badge da conferenza che non si limita a riportare un nome stampato su carta, ma cattura l'attenzione con un display a colori e animazioni personalizzabili. È l'idea di Aahan Sharma, che ha realizzato Eye-D, un badge elettronico pensato per rendere meno anonima l'esperienza dei convegni e degli eventi professionali.

Il cuore del progetto è un microcontrollore ESP32-C6, una componente capace di una velocità di clock configurabile fino a 160 MHz e dotata di connettività wireless integrata. A questo si aggiunge una matrice di 128 LED RGB indirizzabili WS2812B, disposti in una griglia da 8 x 16, che forma un piccolo schermo a colori da 128 pixel. La combinazione permette di visualizzare testi e animazioni con un effetto visivo immediato.

Grazie alla connessione Bluetooth Low Energy integrata nell'ESP32, il badge può essere controllato facilmente da uno smartphone, un tablet o un computer portatile. L'utente può configurare il display per mostrare il proprio nome, un handle social o un messaggio personalizzato, adattandolo alle esigenze della situazione. Non solo testo: Eye-D può riprodurre animazioni come un occhio che scruta la stanza, il celebre Nyan Cat, effetti di fuoco o richiami in stile Matrix, pensati soprattutto per intrattenere e attirare l'attenzione.

Il progetto include anche una modalità di disegno, chiamata Draw Mode, che consente di creare pixel art direttamente sul display. È un dettaglio che trasforma il badge da semplice strumento di identificazione a oggetto creativo e interattivo, in linea con la cultura dei maker e delle conferenze tecnologiche.

Aahan Sharma ha voluto che il risultato fosse un vero badge da conferenza, non un semplice gadget elettronico. Per questo ha realizzato una custodia personalizzata stampata in 3D, che racchiude LED, microcontrollore e batteria in un alloggiamento ordinato. Un anello integrato permette di appendere il badge ai vestiti, a un lanyard, a una borsa o a un altro supporto, mantenendo la praticità d'uso tipica dei badge tradizionali.

L'idea si inserisce in un filone già vivo nel mondo delle conferenze tecnologiche, dove i badge elettronici sono spesso usati come piattaforma per sperimentare. Il progetto di Sharma si distingue per l'attenzione all'estetica e alla funzionalità: la custodia curata e la possibilità di controllare il display in modalità wireless lo rendono adatto anche a chi organizza eventi e cerca un'alternativa più interessante ai badge cartacei. Per chi gestisce un piccolo convegno e ha un budget sufficiente, costruire una serie di questi badge potrebbe rappresentare una soluzione originale; in alternativa, esistono già diversi modelli avanzati di badge elettronici da esplorare.

Il badge Eye-D non è pensato per la produzione di massa, ma come progetto aperto e replicabile, coerente con la filosofia del making. La scelta di componenti diffuse e facilmente reperibili, come l'ESP32-C6 e i LED WS2812B, permette a chiunque abbia competenze di base di realizzarne uno o più esemplari. In un'epoca in cui gli eventi professionali cercano modi per rendere più memorabile l'esperienza dei partecipanti, un badge che si accende, anima e si personalizza dallo smartphone può diventare un piccolo strumento di socialità, oltre che un oggetto di design tecnologico.

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