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La Guinea Equatoriale grazia l'italiano Fulgencio Obiang Esono, condannato per tradimento

Il presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo ha concesso la grazia al cittadino italo-guineano Fulgencio Obiang Esono, condannato a 58 anni di carcere per un presunto tentato colpo di Stato. La decisione arriva dopo la visita di Papa Leone XIV e in un contesto di rafforzamento delle relazioni tra Malabo e Roma.

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La Guinea Equatoriale ha concesso la grazia a Fulgencio Obiang Esono, cittadino italo-guineano condannato a 58 anni di carcere per tradimento. La decisione è stata comunicata in una nota ufficiale del ministero degli Esteri equatoguineano, che ha reso noti alcuni dettagli del decreto presidenziale firmato dal capo dello Stato, Teodoro Obiang Nguema Mbasogo.

Nato in Guinea Equatoriale nel 1970 e cittadino italiano dal 2013, Obiang Esono è un ingegnere che si era recato in Togo su invito di un'azienda francese operante nel Paese. Fu arrestato ed estradato nel 2018 nell'ambito di una cooperazione tra i servizi togolesi e quelli guineani, con l'accusa di aver partecipato all'organizzazione di un presunto colpo di Stato contro il presidente equatoguineano. La grazia è stata concessa in occasione del 47esimo anniversario del Colpo di Stato per la Libertà, la ricorrenza che celebra la presa del potere di Obiang Nguema Mbasogo.

Secondo quanto evidenziato nella nota del ministero degli Esteri di Malabo, la decisione è arrivata dopo la recente visita di Papa Leone XIV in Guinea Equatoriale, in un contesto in cui la capitale equatoguineana e la Santa Sede hanno espresso il desiderio di rafforzare la cooperazione bilaterale. Il gesto presidenziale si inserisce inoltre in una più ampia strategia di avvicinamento tra la Guinea Equatoriale e l'Italia.

Da parte italiana, l'ambasciatrice in Camerun, Natalia Sanginiti, la cui competenza diplomatica si estende anche alla Guinea Equatoriale, ha espresso profonda emozione e gratitudine per la decisione. Nell'incontro con il rappresentante italiano, avvenuto nel pomeriggio di giovedì 27 agosto, alla presenza del segretario generale della Nunziatura apostolica per il Camerun e la Guinea Equatoriale, Leonard Gomes Linkù, il ministro degli Esteri equatoguineano ha collegato il gesto presidenziale alla necessità di approfondire le relazioni tra i due Paesi.

Il ministro ha chiesto a Roma un maggiore sostegno nell'ambito del programma di diversificazione e industrializzazione dell'economia della Guinea Equatoriale, con particolare attenzione alle iniziative volte alla trasformazione dei prodotti locali. La richiesta arriva in un momento in cui il Paese africano, tradizionalmente dipendente dalle esportazioni di idrocarburi, cerca di ampliare la propria base produttiva e di attrarre investimenti esteri.

La vicenda di Fulgencio Obiang Esono aveva suscitato attenzione anche in Italia, dove la sua detenzione era stata seguita da familiari e da alcune associazioni impegnate nella tutela dei diritti dei detenuti all'estero. La grazia chiude una lunga vicenda giudiziaria iniziata con l'arresto del 2018 e segnata da una condanna particolarmente severa per il reato di tradimento.

Il decreto presidenziale rappresenta un segnale di apertura da parte di Malabo, che negli ultimi mesi ha cercato di rafforzare i legami diplomatici con diversi Paesi europei. La visita di Papa Leone XIV aveva già aperto un canale di dialogo tra la Santa Sede e la Guinea Equatoriale, e la grazia a Obiang Esono viene letta come un ulteriore passo in questa direzione.