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Scontro in Senato tra M5s e FdI sulla commissione Antimafia: Pirondini straccia la lettera e mostra le foto

Il capogruppo del M5s Luca Pirondini ha denunciato in Aula una lettera ufficiale di Fratelli d'Italia che chiede l'espulsione di Roberto Scarpinato dalla commissione Antimafia. Ha mostrato foto di Chiara Colosimo con Luigi Ciavardini e di Andrea Delmastro con un presunto prestanome della camorra, poi ha stracciato i documenti. Dura reazione della maggioranza e della presidente di turno Ronzulli.

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Nuovo scontro in Aula al Senato tra il Movimento Cinque Stelle e Fratelli d'Italia sulla commissione parlamentare Antimafia e sulla posizione del senatore pentastellato Roberto Scarpinato, di cui la maggioranza chiede le dimissioni. Il capogruppo del M5s, Luca Pirondini, ha denunciato di aver ricevuto da FdI «una lettera ufficiale per chiedere l'espulsione di Roberto Scarpinato dalla commissione Antimafia».

Nel suo intervento, Pirondini ha attaccato il partito della presidente del Consiglio definendolo «il partito di Daniela Santanchè, indagata per truffa all'Inps, di Augusta Montaruli condannata per peculato e di Andrea Delmastro già noto per quello che ha combinato in questa legislatura». Il riferimento è a esponenti di Fratelli d'Italia coinvolti in vicende giudiziarie. Il capogruppo ha poi citato la presidente della commissione Antimafia, Chiara Colosimo, sostenendo che «per chi non lo sapesse, è la persona molto amica di Luigi Ciavardini, terrorista nero condannato per la strage di Bologna con 85 morti e 200 feriti».

Per dimostrare la sua tesi, Pirondini ha mostrato una foto che ritrae Chiara Colosimo insieme a Luigi Ciavardini, aggiungendo: «Questa è Chiara Colosimo mentre si abbraccia con Luigi Ciavardini. Vergognatevi». Subito dopo ha esibito un'altra immagine, quella dell'ex sottosegretario Andrea Delmastro con Caroccia, da lui definito «prestanome della camorra», concludendo: «Questa è Fratelli d'Italia e questo è il governo. Si dovrebbero vergognare».

La reazione della maggioranza è stata immediata, con urla contro i rappresentanti del Movimento Cinque Stelle. Nel momento di massima tensione, Pirondini ha stracciato la lettera di FdI e le foto, gettando i pezzi di carta in Aula. La presidente di turno, Licia Ronzulli, è intervenuta intimandogli di raccogliere immediatamente quanto gettato a terra: «L'Aula non è il suo cestino della spazzatura», ha detto.

Lo scontro era iniziato con la richiesta di Fratelli d'Italia di rimuovere Scarpinato dalla commissione Antimafia. Il capogruppo del M5s in Aula, Riccardo Ricciardi, ha rivendicato la scelta di tenere il senatore: «Avete chiesto di rimuovere Scarpinato dall'Antimafia, noi non solo ce lo teniamo stretto ma riteniamo che se la commissione Antimafia fosse composta tutta da persone come lui oggi potremmo confermare ciò che sappiamo». Ricciardi ha poi accusato la destra di aver depistato su alcune delle pagine più drammatiche della storia italiana, da Portella della Ginestra alla strage di Bologna: «Tutte quelle stragi portano a casa vostra. Noi siamo dalla parte della verità, voi dalla parte dei depistaggi».

La replica di Fratelli d'Italia è arrivata con il capogruppo Galeazzo Bignami, che ha difeso la richiesta di dimissioni e ha rincarato la dose: «Perché non avete indagato quando la commissione Antimafia era vostra? Per Scarpinato ora chiediamo anche la rimozione dal Copasir. Questa persona ha compiuto attività di depistaggio. Portate rispetto per la magistratura! Voi prendete i voti delle persone per bene e aiutate chi sta dalla parte sbagliata».

Il caso Scarpinato, dunque, continua a dividere il Parlamento e si intreccia con il confronto politico sulle commissioni di garanzia e sul ruolo dell'Antimafia. La richiesta di espulsione avanzata da FdI e la decisione del M5s di difendere il proprio senatore a oltranza hanno trasformato l'Aula del Senato in un teatro di scontro acceso, con accuse reciproche che vanno oltre il merito delle questioni istituzionali.