Wireva

Manuali delle chat antagoniste incitano a sparare contro la polizia

Nelle chat Telegram del Fronte Rivoluzionario Italiano e del Movimento 17 ottobre circolano quattro manuali che teorizzano scontri di piazza, sabotaggio e, in un caso, l'uso di armi da fuoco contro gli agenti.

Questo articolo è stato prodotto con l’ausilio dell’IA sotto la responsabilità editoriale di Haydamax OÜ.

Nelle chat Telegram del Fronte Rivoluzionario Italiano e del Movimento 17 ottobre, frequentate complessivamente da decine di migliaia di lettori, simpatizzanti e attivisti, sono circolati quattro manuali che descrivono la violenza di piazza, teorizzano il sabotaggio e illustrano l'organizzazione delle azioni clandestine. In uno di essi si arriva a evocare l'impiego di armi da fuoco contro le forze dell'ordine.

Il passaggio più esplicito è tratto dall'opuscolo «We Want to Riot, Not to Work», pubblicato nel 1982 e riferito alle rivolte di Brixton, a Londra, nel 1981. Il testo contiene la frase «Diventare un cecchino e colpire i poliziotti con un fucile o un esplosivo». Il documento è rimasto disponibile nelle chat dei movimenti fino alla loro chiusura, avvenuta qualche giorno fa. Le pagine successive trasformano gli scontri del passato in un repertorio di indicazioni per mobilitazioni a brevissima scadenza: pietre e bottiglie contro gli agenti, furgoni della polizia ribaltati e incendiati, molotov lanciate oltre gli schieramenti antisommossa, automobili date alle fiamme per costruire barricate, saccheggi di negozi e grandi magazzini. Il testo arriva a ipotizzare la liberazione con la forza dei manifestanti arrestati, cercando di convincere le forze dell'ordine a disertare.

Queste pubblicazioni erano da tempo uscite dai radar dell'antiterrorismo, ma hanno trovato una nuova diffusione nei canali digitali della protesta. Affiancano comunicati e appelli alla mobilitazione, spesso generati con l'intelligenza artificiale o rilanciati sui social. La loro circolazione non figura tra gli elementi investigativi delle inchieste in corso, compresa quella che ha portato al fermo di Youssef Siher, animatore del Movimento 17 ottobre, rinchiuso nel carcere di San Vittore.

Gli altri manuali coprono un ventaglio più ampio di pratiche. «Ricette per il caos», del collettivo anarchico CrimethInc, tratta il sabotaggio come strumento di pressione politica, citando anche il danneggiamento di una diga per attirare l'attenzione su una questione ambientale. Il volume richiama inoltre il Black bloc di Seattle del 1999 come modello per azioni di controguerriglia urbana, e indica come possibili obiettivi concerti, feste ed eventi sportivi, dove una folla in uscita può diventare un corteo da scagliare contro civili e agenti. Un altro testo, «Safer in the Street», affronta cariche, lacrimogeni e arresti, mentre il «Piccolo manuale di autodifesa legale» del Partito dei Carc suggerisce la preparazione collettiva agli interrogatori e la tutela dell'identità durante azioni illegali.

Il quadro che emerge non implica l'esistenza di una struttura organizzata pronta a passare all'azione armata. Il rischio indicato dai testi è piuttosto quello di un singolo individuo che legga quelle pagine e decida di trasformarle in un gesto violento. Per questo, sottolineano gli elementi raccolti, la circolazione di questa letteratura non può essere liquidata come semplice retorica.