Un mobile può reggersi su un unico tipo di giunzione, senza colla, senza viti e senza staffe. È la proposta di Dado, la linea di arredi firmata dallo studio berlinese Allen Kaufmann Architekten, che nel voto del pubblico dei Dezeen Awards è stata premiata come mobile design dell'anno ed è ora in corsa per il riconoscimento assoluto.
Il cuore del sistema è una scanalatura a incastro, nota come giunto a dado. Il dettaglio che lo distingue è che il collegamento non unisce due elementi, ma quattro, disposti a 45 gradi. Montanti verticali, traverse orizzontali e due diagonali si bloccano in un unico punto, e la struttura prende forma senza alcun elemento di fissaggio. Il giunto è brevettato e, secondo quanto riferito, è stato messo a punto nel corso di diversi anni di prototipazione, un lavoro che ha richiesto molte verifiche prima di arrivare alla forma definitiva.
La gamma comprende finora un tavolo e un sistema di scaffalature modulari. Il designer Justin Allen descrive l'aspetto come quello di una costruzione in stile post and beam, con un'estetica che richiama i fienili delle campagne. I giunti restano volutamente a vista, così che chi acquista il mobile possa capire come è costruito e intervenire autonomamente per la manutenzione. Le parti sono lavorate con fresatura a controllo numerico, scelta che garantisce la precisione richiesta da un sistema in cui ogni incastro deve combaciare con gli altri.
Il progetto nasce con un'idea precisa di produzione e distribuzione. Gli arredi si presentano come flat-pack, ma senza viti perse né staffe da assemblare, il che dovrebbe rendere più semplici la riparazione e il riutilizzo di ogni componente. Poiché le parti possono essere realizzate con macchinari a controllo numerico, un'unica officina, in qualsiasi luogo, potrebbe produrre l'intera linea, riducendo in modo sensibile i trasporti. È un aspetto che lega il progetto a un'idea di filiera più corta e di oggetti pensati per durare nel tempo.
Dado è ora tra i finalisti per il premio complessivo dei Dezeen Awards, dove si confronta con Tom Fereday, Yabu Pushelberg e String Furniture. Nella giuria figura anche l'architetto Norman Foster, e la competizione si gioca dunque tra progetti molto diversi per impostazione e provenienza. Il vincitore assoluto non è ancora stato annunciato, e fino a quel momento il risultato più evidente resta il riconoscimento del pubblico, che ha scelto questo sistema tra le proposte di design dell'anno, attirato da un'idea semplice: un solo incastro, e un mobile che si regge da solo.