Un uomo di 30 anni di nazionalità marocchina è stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio per aver accoltellato e ferito gravemente l'ex compagna italiana. La donna, ricoverata in terapia intensiva all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, è in pericolo di vita. L'aggressione è avvenuta alla presenza del figlio minore della coppia, un bambino di quattro anni.
Secondo i primi rilievi effettuati sulla scena del crimine dai carabinieri di Urgnano e le testimonianze raccolte sul posto, la donna è stata aggredita dall'ex fidanzato con una lama appuntita ricavata da un paio di forbici in acciaio. L'episodio si è verificato nel Bergamasco, a Urgnano, in provincia di Bergamo. Dopo la violenza, l'aggressore si è allontanato a piedi.
Il bambino è stato portato via da un'abitante del palazzo, che lo ha messo al sicuro nel suo appartamento e poi lo ha affidato ai nonni materni. L'uomo è stato rintracciato e bloccato dai carabinieri a breve distanza, seduto vicino a un santuario. Non ha opposto resistenza e ha ammesso le proprie responsabilità. Al momento dell'arresto aveva ancora le tracce di sangue dell'ex compagna sulle mani.
Il 30enne era già destinatario di un provvedimento del Tribunale per i Minorenni che gli vietava l'avvicinamento alla casa e ai luoghi frequentati dal figlio minore. Inoltre, risultava già indagato per rapina, lesioni personali e spaccio di stupefacenti, ed era stato colpito da un avviso orale. La donna, di nazionalità italiana, è ora ricoverata in condizioni critiche. Le indagini sono affidate ai carabinieri di Urgnano, che hanno effettuato i primi rilievi sulla scena del crimine.
L'aggressione ha scosso la comunità locale di Urgnano, un comune in provincia di Bergamo. Il bambino, che ha assistito alla scena, è stato affidato ai nonni materni. Le autorità stanno proseguendo gli accertamenti per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti e chiarire eventuali ulteriori responsabilità. L'uomo si trova ora in stato di fermo a disposizione dell'autorità giudiziaria.