La relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, ha sostenuto davanti alla commissione Affari europei del parlamento irlandese che detenuti palestinesi nelle carceri israeliane sarebbero stati violentati da cani addestrati in Europa. Secondo quanto riportato, la rappresentante Onu ha aggiunto che cittadini europei trarrebbero profitto dalla vendita di questi animali. Nel corso della stessa audizione Albanese ha accusato l'Unione europea di complicità nelle azioni di Israele nei territori palestinesi.
Le affermazioni, riportate dal quotidiano Libero Quotidiano, non sono accompagnate da dati o testimonianze verificate nell'articolo di riferimento. Il quotidiano definisce l'accusa vergognosa e rileva che il testo non fornisce elementi a sostegno delle affermazioni sulle violenze subite dai detenuti né sulle presunte vendite di cani da parte di soggetti europei. Le notizie a disposizione non consentono quindi di confermare né il contenuto né l'origine delle accuse.
Albanese ha inoltre esortato il governo irlandese a utilizzare la presidenza di turno del Consiglio dell'Unione europea per spingere verso un cambiamento di politica nei confronti di Israele. La richiesta si inserisce in un quadro di critiche più ampie che la relatrice Onu rivolge da tempo alle scelte israeliane nei territori palestinesi e al ruolo dei governi europei.
Le dichiarazioni sono state rilanciate dall'organizzazione UN Watch e apprezzate pubblicamente dal senatore irlandese Chris Andrews. Le fonti disponibili non riportano ulteriori reazioni ufficiali delle istituzioni europee o del governo israeliano alle affermazioni sui cani, che restano allo stato delle dichiarazioni non verificate.