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Auto, Federauto: sostenibilità economica della rete è condizione per la transizione

Al Salone Auto Torino 2026, il vicepresidente Plinio Vanini denuncia margini ridotti per i concessionari e chiede una leva fiscale stabile al posto delle campagne di rottamazione.

Questo articolo è stato prodotto con l’ausilio dell’IA sotto la responsabilità editoriale di Haydamax OÜ.

La transizione del settore automotive non può essere affrontata guardando solo all'ambiente. È il messaggio lanciato da Plinio Vanini, vicepresidente di Federauto, dal palco del Teatro Regio di Torino in occasione di bTOb - Salone Auto Torino 2026, durante il panel dedicato alla sostenibilità del sistema automotive. Secondo Vanini, la «chiave d'accensione» della sostenibilità non è solo ambientale: accanto a essa ci sono la chiave economica e industriale, quella sociale e territoriale. Senza un equilibrio tra questi fattori, avverte, la transizione rischia di non essere efficace.

Il nodo centrale è la condizione economica della rete dei concessionari, definita da Vanini «il punto di contatto concreto tra case automobilistiche, clienti, imprese e territori». Questa rete è chiamata a sostenere investimenti crescenti in strutture, digitale, formazione, elettrificazione, assistenza e qualità del servizio, ma opera con livelli di marginalità estremamente ridotti. Il dato citato è netto: un utile netto dopo le imposte dell'1,1 per cento. «Con un utile netto dopo le imposte dell'1,1 per cento, i concessionari non hanno più margini per assorbire ulteriori costi e rischi», ha dichiarato il vicepresidente di Federauto, sottolineando come questa situazione renda impossibile investire e lasci di fatto in panne la sostenibilità economica delle concessionarie, che pure rappresenta una condizione indispensabile per la sostenibilità dell'intero sistema.

Vanini ha poi acceso i riflettori su un tema già caldo: il ruolo strategico della rete distributiva rispetto agli altri canali di mercato. Il noleggio rappresenta una componente sempre più importante delle immatricolazioni, ma con differenze che evidenziano una diversa capacità di affrontare rischi e sostenere investimenti. A fronte di società di noleggio che operano su grandi volumi con strutture snelle, i concessionari sostengono il costo del presidio territoriale, dell'immagine dei marchi, dell'assistenza post-vendita specializzata e degli standard richiesti dalle case automobilistiche. In pratica, tutto il percorso di presenza e relazione con il cliente durante l'esperienza d'uso. «Rispetto al noleggio chiediamo condizioni equilibrate per chi sostiene il costo del marchio, del territorio e della relazione con il cliente. Non può esistere una distribuzione con maggiori doveri e minori condizioni economiche», ha aggiunto.

Un altro passaggio centrale dell'intervento ha riguardato il rinnovo del parco circolante. Secondo Vanini non servono nuove campagne straordinarie di rottamazione o misure episodiche, che rischiano di generare attese nel mercato. Occorre invece una leva fiscale stabile, in grado di incentivare le imprese ad acquistare veicoli nuovi, più efficienti, sicuri e meno emissivi. «La nostra proposta è per una fiscalità che premi le aziende che investono nel nuovo e che alimenti il mercato dell'usato recente: è lì che si può incidere davvero sul rinnovo del parco, sulla sicurezza e sulla riduzione delle emissioni», ha spiegato.

In conclusione, il vicepresidente di Federauto ha ribadito che la transizione richiede regole chiare, stabili e applicabili, neutralità tecnologica e politiche capaci di accompagnare la domanda reale, senza imporre tempi incompatibili con il mercato e senza trasferire sulla sola rete distributiva il peso economico del cambiamento. «Non c'è sostenibilità ambientale senza sostenibilità economica della rete, e non c'è rinnovo reale del parco senza strumenti fiscali capaci di rimettere in moto domanda, investimenti e mercato dell'usato recente», ha concluso Vanini. Il suo intervento al Salone di Torino delinea dunque una posizione precisa: la transizione sarà efficace solo se sarà sostenibile per tutti, industria, concessionari, imprese, famiglie e territori.