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Il cortometraggio «Un lavoretto pulito» vince il contest Acea sull'acqua

Romeo Pizol si aggiudica la terza edizione del concorso «I mille volti dell'acqua» promosso da Acea con il Centro Sperimentale di Cinematografia. La premiazione alla Festa del Cinema di Roma. In palio 5.000 euro e la proiezione del corto.

Il cortometraggio «Un lavoretto pulito» di Romeo Pizol ha vinto la terza edizione del contest cinematografico «I mille volti dell'acqua», promosso da Acea in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia. La premiazione si è svolta nell'ambito della Festa del Cinema di Roma, dove l'opera è stata proiettata.

Il concorso, giunto al terzo anno, è nato per raccontare attraverso il linguaggio del cinema la tutela dell'ambiente e il ciclo delle acque reflue. Il bando 2026, intitolato «Dalla depurazione nasce il mare che viviamo», ha invitato autori e filmmaker a confrontarsi con un tema complesso e spesso poco rappresentato sullo schermo. Al vincitore sono andati 5.000 euro e la possibilità di vedere il proprio lavoro proiettato nel corso della kermesse capitolina.

Pizol ha spiegato che l'idea del corto nasce dal suo percorso di studi e dalla sua storia personale. «Tutto nasce dagli anni dell'Università, perché sono laureato in chimica dell'ambiente», ha raccontato. «A Torino frequentavo i laboratori e nei tirocini gli stabilimenti di depurazione dell'acqua. Questo bando si sposava perfettamente con il mio cambio di carriera ed è stata l'occasione giusta per mettere a frutto quello che avevo imparato e raccontarlo agli altri».

Nel cortometraggio la depurazione viene affrontata attraverso lo sguardo di una bambina di sette anni. «Si dice sempre che per spiegare bene qualcosa di complicato bisogna pensare di raccontarlo ai più piccoli», ha aggiunto il regista. «L'attrice ha 7 anni ed è stata lo spunto per spiegare questo progetto in modo giocoso: tutto va semplificato, altrimenti restiamo estranei alla nostra vita e alle dinamiche che ci circondano».

La vittoria di Pizol conferma l'attenzione del contest per un tema, quello della depurazione e del ciclo delle acque, che raramente trova spazio nel racconto audiovisivo. L'iniziativa di Acea, realizzata con il Centro Sperimentale di Cinematografia, punta a costruire un ponte tra il mondo della formazione cinematografica e le questioni ambientali, offrendo a giovani autori e filmmaker uno spazio concreto di visibilità all'interno di una manifestazione di rilievo nazionale come la Festa del Cinema di Roma.

Il bando 2026 aveva chiesto agli autori di raccontare come dalla depurazione nasca l'acqua che poi viviamo ogni giorno, un passaggio spesso invisibile ma decisivo per l'ambiente e per la vita delle comunità. La scelta di premiare un'opera capace di tradurre un processo tecnico in una storia accessibile va in questa direzione: avvicinare il pubblico a un tema complesso senza rinunciare al rigore e alla chiarezza.

La terza edizione del contest si chiude dunque con un bilancio che conferma la formula del concorso: un bando dedicato a un tema ambientale specifico, un premio in denaro e la proiezione del corto vincitore in un contesto di prestigio. Per Pizol, che arriva alla regia dopo una laurea in chimica dell'ambiente, il riconoscimento rappresenta anche la conferma di un cambio di carriera costruito mettendo a frutto le competenze scientifiche acquisite negli anni universitari.

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