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Parigi, 800mila fedeli alla messa di Leone XIV in Place de la Concorde

Il viaggio apostolico di Leone XIV in Francia richiama una folla straordinaria: 80mila giovani alla veglia allo Stadio e 800mila persone alla messa di Place de la Concorde. Per gli osservatori è il segno di una rinascita cattolica in un Paese che sembrava aver archiviato le proprie radici cristiane.

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Parigi, 800mila fedeli alla messa di Leone XIV in Place de la Concorde
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Una folla di ottocentomila persone ha riempito Place de la Concorde e gli Champs-Élysées per la messa celebrata da papa Leone XIV, nel giorno conclusivo del suo viaggio apostolico in Francia. La veglia della sera precedente allo Stadio aveva già radunato ottantamila giovani, in un clima che gli osservatori presenti hanno definito di gioia ed eccitazione sorprendenti per un Paese che solo pochi anni fa sembrava aver voltato definitivamente le spalle alla propria tradizione cattolica.

L'incendio di Notre-Dame, nel 2019, era stato letto da molti come il simbolo della fine di un'epoca. Oggi, davanti alle guglie restaurate della cattedrale, il canto del Salve Regina intonato dal popolo e dal Pontefice è apparso a molti come il segno di una rinascita che va oltre il singolo edificio. Non è risorta solo Notre-Dame, hanno scritto diversi commentatori francesi, ma la Chiesa di Francia nel suo complesso.

Il viaggio di Leone XIV ha avuto al centro la storia cristiana del Paese. La veglia di venerdì era interamente costruita su questo tema: i re, i santi, le sante che hanno segnato la vicenda nazionale sono stati rappresentati da giovani presenti allo stadio. Un boato ha accolto l'ingresso di chi impersonava santa Giovanna d'Arco, patrona di Francia, a cavallo di un destriero bianco e con lo stendardo recante i nomi di Gesù e Maria. Un momento che ha commosso i presenti e che è stato letto come la risposta figurata e vissuta all'appello che Giovanni Paolo II aveva lanciato nella sua storica omelia del 1° giugno 1980 a Parigi, quando aveva chiesto alla Francia se fosse rimasta fedele alle promesse del suo battesimo.

Nell'omelia di Place de la Concorde, Leone XIV ha evocato i numerosi santi francesi, dai primi martiri come Blandina, Potino e Ireneo, ai fondatori e alle fondatrici di ordini religiosi, ai vescovi come Martino e Francesco di Sales, fino a figure come Vincenzo de' Paoli, Federico Ozanam e Giovanna Jugan. Il Pontefice ha definito i fedeli presenti «eredi di una lunga e bella storia santa in Francia» e li ha esortati a non tenere la fede solo per sé, ma a lasciarla traboccare per dissetare chi incontrano, portando speranza dove regnano scoraggiamento e aridità.

La corte laicista del presidente Emmanuel Macron, secondo diverse letture, è apparsa frastornata di fronte alla potenza di un evento che ha riempito le strade di Parigi al suono di innumerevoli campane. Il Pontefice non ha mancato di richiamare i temi della vita e della laïcité, suscitando reazioni nel dibattito pubblico francese. Un utente musulmano ha commentato in rete la propria tristezza nel vedere tanto fervore cattolico, riconoscendo ai cattolici una capacità organizzativa e una determinazione superiori.

Gli stessi vescovi francesi si sono detti sorpresi dalla portata della mobilitazione. Per i cristiani, si tratta di una forza di attrazione che solo Dio può spiegare. Il giornalista francese Marc Baudriller ha osservato che per decenni la Chiesa di Francia si è sforzata di tagliare le proprie radici: dagli anni Sessanta, nella maggior parte delle chiese non si pregava più per la Francia, non si evocavano i santi nazionali, non si cantava più in latino. Venerdì sera, ha scritto, «i fuori moda hanno cambiato campo».

Secondo questa lettura, Leone XIV raccoglie quanto Giovanni Paolo II aveva seminato e alimenta una rinascita che non riguarda solo la Chiesa, ma l'identità profonda della Francia e, con essa, il ritorno delle patrie e dei popoli d'Europa segnati dal cristianesimo. Una svolta che, per chi la osserva, è già storia.