Quasi la metà degli italiani non versa alcuna imposta sul reddito e vive a carico della collettività, mentre una minoranza di contribuenti con redditi medio-alti sostiene la maggior parte del prelievo fiscale. È la fotografia scattata dall'Osservatorio Itinerari Previdenziali sulle entrate fiscali, presentato al Cnel nel corso di un convegno promosso in collaborazione con Cida, la Confederazione italiana degli alti dirigenti e delle professionalità.
Secondo il rapporto, i redditi complessivi prodotti nel 2024 ammontano a 1.076 miliardi di euro, in crescita del 4,73% rispetto ai 1.028 miliardi del 2023. L'aumento è più sostenuto di quello del Pil nominale, cresciuto nello stesso periodo del 2,85%. Il reddito imponibile si attesta a 1.013 miliardi e su questa base è stata calcolata un'Irpef lorda di 272,23 miliardi di euro.
Le dichiarazioni dei redditi presentate sono state 42.837.963, con un incremento di 267.885 unità rispetto all'anno precedente. I contribuenti che versano almeno un euro di Irpef sono però solo 34,105 milioni. Di conseguenza, circa 24,8 milioni di italiani — quasi il 46% della popolazione residente, pari a 58.943.464 persone a fine 2024 — non ha redditi, non paga tasse e vive a carico della collettività.
La distribuzione del carico fiscale è fortemente concentrata. I contribuenti che dichiarano redditi fino a 29mila euro lordi l'anno rappresentano il 69,78% del totale, ma versano appena il 21,33% dell'Irpef complessiva, pari a circa 46 miliardi di euro, un terzo della spesa sanitaria nazionale. All'estremo opposto, il 18,78% dei contribuenti — poco meno di 8 milioni di persone — dichiara redditi da 35mila euro lordi in su e corrisponde da solo il 65% di tutta l'Irpef.
Il rapporto dettaglia anche le fasce più basse. I dichiaranti con redditi negativi, cioè con deduzioni e detrazioni superiori all'importo dichiarato, sono 1,14 milioni. Circa 8 milioni di persone dichiarano da 0 a 7.500 euro lordi, vivono in media con meno di 3.500 euro l'anno e pagano in media 19 euro di Irpef. Altri 7,42 milioni dichiarano tra 7.500 e 15mila euro, con un'imposta media di 204 euro. Tra 15mila e 20mila euro si collocano 4,79 milioni di cittadini, che versano in media 1.773 euro. Tra 20mila e 26mila euro ci sono 6,65 milioni di contribuenti, mentre 3,05 milioni dichiarano tra 26mila e 29mila euro.
Nelle fasce più alte, i contribuenti con redditi tra 35mila e 55mila euro sono 5,36 milioni e pagano 52,6 miliardi, con un versamento medio di 9.815 euro. Tra 55mila e 100mila euro si collocano 1,9 milioni di dichiaranti, per 39,75 miliardi di Irpef e un importo medio di 20.634 euro. Tra 100mila e 200mila euro i contribuenti sono 601.622, in aumento di 45mila unità rispetto al 2023, e versano 26,2 miliardi, il 12,14% del totale. Tra 200mila e 300mila euro si contano 89.358 dichiaranti, con 7,8 miliardi e un'imposta media di 87.065 euro. I redditi da 300mila euro lordi in su sono solo 58.700, lo 0,1% della popolazione: pagano il 6,49% dell'Irpef, per 14,03 miliardi e un importo pro capite di 238.006 euro. Da soli versano più Irpef dei 27,8 milioni di cittadini con redditi fino a 20mila euro, che in totale pagano 10,84 miliardi.
Sul fronte della spesa, il rapporto stima che nel 2024 siano stati necessari 138,33 miliardi per la sanità, 180,5 miliardi per l'assistenza sociale e 13,5 miliardi per il welfare degli enti locali. Per finanziare queste tre funzioni, in assenza di contributi di scopo, sono state sostanzialmente utilizzate tutte le imposte dirette — Irpef, Ires, Irap, Isost e addizionali territoriali — per un totale di 325,27 miliardi, a cui si aggiungono almeno 7 miliardi di imposte indirette.
Il quadro delineato dal rapporto mette in luce una struttura del prelievo in cui una platea ristretta di contribuenti sostiene la maggior parte del finanziamento del welfare e dei servizi pubblici, mentre una quota rilevante della popolazione resta fuori dal perimetro dell'imposta sul reddito.