Il generale Roberto Vannacci ha presentato la seconda parte della «Base ideologica e programmatica» di Futuro Nazionale, il movimento politico fondato dopo l'esperienza alle elezioni europee. Il documento, intitolato «Futuro Nazionale», affronta i temi sociali e demografici con proposte che stanno già suscitando polemiche nel centrosinistra: abolizione delle unioni civili, adozioni riservate alle famiglie con padre e madre, e un pacchetto di misure economiche per incentivare la natalità, tra cui il «mutuo tricolore» con interessi azzerati al terzo figlio.
Sul piano sociale, il programma prevede l'abrogazione delle unioni civili e il riconoscimento del matrimonio come unico istituto di coppia. «Il matrimonio rimane l'unico istituto di coppia, perché solo la procreazione ha rilievo pubblico», afferma Vannacci. I diritti oggi collegati alle unioni civili, come l'assistenza in ospedale e l'eredità, diventerebbero diritti individuali attribuibili alla persona scelta dal cittadino, senza «elevare il rapporto sessuale a criterio di concessione dei diritti». Stretta anche sulle adozioni: quella ordinaria sarebbe riservata alle famiglie con padre e madre, escludendo coppie omosessuali e single, salvo casi particolari legati a un rapporto già esistente con il bambino.
Per contrastare la crisi delle nascite, il documento propone un «vero quoziente familiare», esenzioni fiscali progressive per chi ha figli, un «reddito di rinascita» per le madri e il «mutuo tricolore»: un contratto con garanzia dello Stato e tasso progressivamente decrescente a ogni nascita, fino ad azzerarsi completamente al terzo figlio. «Il problema abitativo è uno dei principali ostacoli materiali alla scelta di avere figli», si legge nel programma. Per le famiglie numerose dei dipendenti pubblici arriverebbero anche le «quote azzurre» per facilitarne i trasferimenti.
La sfida passa anche da Bruxelles: Futuro Nazionale propone di chiedere una «deroga strutturale al Patto di stabilità» per le spese destinate alla «riattivazione demografica», indicata come prioritaria rispetto al Green deal e al ReArm Eu. Sul fine vita, il movimento ribadisce la difesa della vita «dal concepimento alla morte naturale» e il no a eutanasia e omicidio del consenziente.
Sull'aborto, il documento sostiene che la legge 194/1978 «di fatto non prevede l'istituzione di un presunto diritto di aborto», ma una «depenalizzazione circostanziata». La proposta prevede «più sostegno alla maternità difficile», alternative come «l'adozione facile già dal giorno del parto» e «zero pressioni sociali verso l'interruzione di gravidanza». Per combattere l'abbandono dei neonati, Futuro Nazionale propone l'obbligo di collocare la «Culla per la Vita» in ogni ospedale dotato di reparto maternità. Previsto anche il divieto di somministrazione della pillola RU-486 in regime ambulatoriale o domiciliare, «essendo necessario il monitoraggio medico continuativo a tutela della salute della madre».
Il programma affronta anche il tema delle identità di genere: si propone la modifica della legge 164/1982 con il divieto esplicito di interventi chirurgici di riassegnazione del sesso e di somministrazione di ormoni cross-sex e bloccanti della pubertà ai minorenni, con previsione di reato universale. Nessun intervento di riassegnazione chirurgica del sesso per gli adulti dovrà essere a spese della Cassa pubblica. L'Italia, si legge ancora, dovrà rifiutarsi di applicare «qualsiasi direttiva internazionale volta alla promozione dell'ideologia woke della cosiddetta agenda LGBT».
Infine, il documento propone il divieto alla diffusione di programmi, scene tv e spot pubblicitari «di contenuto genderista/omosessualista» quando possano essere esposti bambini, con l'estensione della fascia protetta dalle ore 6 alle ore 23 per tutti i media audiovisivi e sanzioni severe fino alla sospensione della licenza per le trasmissioni che violino i divieti.