Il senatore Andrea Crisanti, microbiologo eletto nelle liste del Partito democratico, lascia il gruppo parlamentare del Pd e passa al gruppo misto. Secondo quanto riportato, l'operazione avverrebbe su indicazione della segretaria Elly Schlein e servirebbe a rappresentare, da questo momento, il Partito della Rifondazione Comunista al Senato.
Crisanti comunicherebbe al presidente del Senato, Ignazio La Russa, la propria uscita formale dal Pd e la nuova appartenenza. Il simbolo di Rifondazione Comunista ha partecipato alle elezioni politiche del 2022 senza riuscire a far eleggere alcun deputato o senatore, e la mossa non porta quindi con sé un seggio già acquisito dal partito. Il partito è guidato da Maurizio Acerbo, secondo la ricostruzione del quotidiano Libero, che ha dato per primo la notizia.
Il punto tecnico riguarda la legge elettorale. Avere un rappresentante in Parlamento consentirebbe a Rifondazione di beneficiare di una riduzione nel numero di firme necessarie per presentarsi alle elezioni: non 450mila ma poco più di 100mila, con un'ulteriore riduzione del 50 per cento in caso di elezioni anticipate. Il vantaggio resta subordinato a una eventuale pronuncia della Corte Costituzionale sulla parte della norma che regola la raccolta firme. Secondo la stessa fonte, la soglia di 450mila firme supererebbe i 250mila voti ottenuti da Noi Moderati alle ultime elezioni politiche, e la Corte potrebbe quindi abbassarla.
La stessa ricostruzione ricorda che operazioni analoghe sono già state compiute da altri partiti minori. Fratelli d'Italia ha sostenuto la costituzione di una componente parlamentare alla Camera per il partito di Cateno De Luca, mettendo a disposizione il proprio esponente siciliano Luca Sbardella. Alla Camera sono necessari almeno tre deputati nel gruppo misto, contro un solo membro richiesto al Senato. Anche Riccardo Magi, Bruno Tabacci e Aboubakar Soumahoro hanno effettuato un'operazione simile per permettere a +Europa di ottenere lo sconto sulla raccolta firme.
Sul piano politico, Libero collega la scelta del Pd alle ultime elezioni, nelle quali Rifondazione Comunista ha ottenuto circa 25mila voti, pari allo 0,1 per cento. Secondo il quotidiano, la mossa colora in senso più estremista la coalizione di centrosinistra, che il giornale chiama Campo Letargo, e il Pd non avrebbe timore di associare falce e martello alla propria alleanza, presumibilmente perché il suo elettorato, intorno al 20 per cento, resterebbe comunque fedele. La stessa testata richiama l'impostazione del Partito democratico di Walter Veltroni alle elezioni del 2008, quando, secondo il ricordo proposto, il vero avversario veniva indicato solo dopo il voto, nella figura di Fausto Bertinotti e della sua Rifondazione Comunista.
Nel complesso, la vicenda riguarda la composizione dei gruppi parlamentari e le regole per l'accesso alle competizioni elettorali più che le posizioni programmatiche del senatore. Le valutazioni politiche qui riportate sono quelle della testata che ha pubblicato la notizia e andrebbero confrontate con gli atti ufficiali del Senato e con eventuali dichiarazioni dei diretti interessati.