Al primo Forum economico di Moneta, il settimanale del Giornale dedicato a imprese e finanza, i vertici delle principali società italiane hanno indicato nelle scelte europee la causa delle difficoltà energetiche del continente. Il confronto, ospitato a Palazzo Colonna a Roma, ha riunito gli amministratori delegati stimolati dal direttore Tommaso Cerno, dal vicedirettore Fabrizio Massaro e da Hoara Borselli.
Il tema dominante è stato l'energia, diventata, secondo i relatori, un fattore strategico di sicurezza nazionale e un elemento decisivo per contenere l'inflazione e proteggere il potere d'acquisto delle famiglie. L'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, è stato il più netto: in Europa «dobbiamo piangere per i nostri errori. Non è colpa degli Stati Uniti o della Cina, è colpa nostra. Le regole non sono energia». Secondo il manager, «l'Europa è un grandissimo mercato. Se è vittima, è colpa dell'Europa». Descalzi ha aggiunto che il problema è di consapevolezza: l'Europa, a suo giudizio, non percepisce l'energia come una questione impellente, e bisogna «aprire gli occhi, essere pragmatici».
Sulla stessa linea l'amministratore delegato di Snam, Agostino Scornajenchi, secondo cui l'Europa «ha mancato la sfida dell'energia perché ha smesso di aggiornare i propri scenari alla luce dei cambiamenti in atto». Il manager ha ricordato un ventennio in cui si discutevano scenari ottimistici basati su fonti green, senza rendersi conto che tali scenari poggiavano su un grande cuscino di gas. Per Scornajenchi, competere con le grandi potenze richiede un approccio integrato, fondato su fatti e numeri piuttosto che su contrapposizioni ideologiche, mentre la Russia ha fatto della geopolitica del gas un elemento di controllo sull'Europa e gli Stati Uniti giocano oggi la stessa partita.
Il tema delle infrastrutture è stato affrontato dall'amministratore delegato di Terna, Pasqualino Monti, per il quale investire nelle reti elettriche significa investire nella competitività dell'Italia. Una rete moderna ed efficiente, ha spiegato, accelera la transizione energetica, genera valore per i territori, sostiene l'occupazione e rafforza la capacità del Paese di affrontare le crisi internazionali con maggiore autonomia. Monti ha inoltre richiamato la crescita dei data center: l'Italia, ha detto, si sta affermando come hub emergente in Europa per gli investimenti digitali.
Più pessimista il presidente esecutivo di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, che ha avvertito come il declino economico dell'Europa rischi di trasformarsi in una grave emergenza sociale, mettendo a repentaglio la sostenibilità del welfare. Con gli attuali prezzi di energia e materie prime, ha detto, le imprese non sono nelle condizioni di crescere. Il problema dell'Unione, secondo Tronchetti Provera, è che riflette troppo ed è troppo rigida, mentre il tempo a disposizione si sta esaurendo.
Tra le leve della competitività è stata citata anche l'acqua. L'amministratore delegato di Acea, Fabrizio Palermo, ha indicato l'agricoltura, primo settore per utilizzo di acqua in Italia, come il più esposto alla crescente scarsità della risorsa. Palermo ha segnalato che in Italia si perde ancora il 42% dell'acqua immessa in rete, contro il 19% della Francia e l'8% di Germania e Danimarca, e ha indicato come leve la riduzione delle dispersioni, il riuso e la capacità di accumulo e invasi, sottolineando che la tecnologia è la chiave per reti di nuova generazione.