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L'Onu adotta la mappa Equal Earth e accantona la proiezione di Mercatore

L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato con 164 voti favorevoli una risoluzione che ritira la proiezione di Mercatore del 1569 a favore della mappa Equal Earth del 2018, più fedele alle dimensioni reali dell'Africa. La risoluzione non è vincolante: gli Stati potranno scegliere quale proiezione adottare.

U.N. Faces Uphill Battle to Stay Relevant as Succession Race Begins
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L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha ufficialmente ritirato la proiezione di Mercatore, la mappa del mondo disegnata nel 1569 dal cartografo fiammingo Gerardo Mercatore, e ha indicato come riferimento la proiezione Equal Earth proposta nel 2018 da un gruppo internazionale di cartografi. La decisione, adottata durante una sessione svoltasi il 4 settembre al Palazzo di Vetro di New York, è passata con 164 voti favorevoli, sei astensioni e il solo voto contrario degli Stati Uniti.

Il rappresentante americano ha definito la risoluzione «superflua». Il testo, tuttavia, non è vincolante: come tutte le risoluzioni dell'Assemblea generale, non obbliga gli Stati membri ad abbandonare la proiezione di Mercatore, ma li invita a scegliere rappresentazioni cartografiche più accurate. La notizia è stata diffusa dal quotidiano britannico The Guardian.

La proposta è stata avanzata dal Togo, che ha promosso la campagna social #CorrectTheMap per correggere quella che considera una distorsione storica nella rappresentazione del continente africano. Dopo il voto, il portavoce del Paese africano ha spiegato che la risoluzione «riconosce e afferma che rappresentazioni cartografiche sproporzionate, in particolare quelle derivanti dalla proiezione di Mercatore, hanno avuto effetti duraturi a livello cognitivo, educativo, culturale, geopolitico e socioeconomico», contribuendo a ridurre la percezione delle dimensioni reali dell'Africa e di altre regioni del mondo nell'immaginario collettivo.

Prima dell'approvazione, il ministro degli Esteri del Togo, Robert Dussey, aveva dichiarato: «Questa discussione non è una discussione politica ma scientifica, perché ci sono prove scientifiche, quindi tutti dobbiamo accettare la realtà». Il ministro ha poi aggiunto: «A chi dice perché ora, io rispondo: perché no? È tempo per noi di cambiare il racconto» e «È tempo per noi in Africa di assumersi la responsabilità di cambiare ciò che possiamo cambiare da soli».

La proiezione di Mercatore, concepita per la navigazione marittima, deforma le superfici man mano che ci si allontana dall'equatore: le regioni equatoriali appaiono molto più piccole di quanto siano in realtà, mentre le aree ad alta latitudine risultano visivamente ingrandite. Sulla mappa, l'Africa sembra avere dimensioni simili a quelle della Groenlandia, ma il continente africano è in realtà circa quattordici volte più esteso dell'isola artica. Una petizione lanciata nell'agosto 2025 dall'Unione Africana su a sostegno della campagna #CorrectTheMap sottolinea che negli Stati Uniti, in Cina, in India, in Giappone, in Messico e in gran parte dell'Europa entrerebbero dentro i confini dell'Africa lasciando ancora spazio disponibile. La petizione ha raccolto più di undicimila firme.

Prima del voto, il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot aveva annunciato durante un discorso all'Università Sorbona di Parigi che la Francia abbandonerà la proiezione di Mercatore «a favore di rappresentazioni cartografiche adattate a usi specifici, più fedeli alle effettive superfici e in linea con le raccomandazioni di cartografi e scienziati». Parigi utilizzerà la proiezione Eckert IV, ritenuta più vicina alla Equal Earth raccomandata dall'Onu. Il gesto è stato letto come parte dello sforzo francese di avvicinamento alle ex colonie.

Storici e geografi sostengono da tempo che la proiezione di Mercatore rifletta stereotipi occidentali di epoca coloniale, un concetto riassunto dagli attivisti nell'espressione «colonialismo cartografico». Secondo questa lettura, la mappa del 1569 avrebbe influenzato le dinamiche di potere internazionali, minimizzando la presenza fisica del Sud del mondo e ingigantendo visivamente le nazioni dell'emisfero nord, con possibili ricadute sui pregiudizi sistemici nel commercio internazionale, nelle priorità di sviluppo e nei programmi educativi. Tra i critici più noti della proiezione figura lo storico tedesco Arno Peters, che nel 1973 propose la mappa basata sulla proiezione Gall-Peters come alternativa.

La mappa Equal Earth, sviluppata nel 2018, punta a rappresentare le superfici in modo più fedele. Secondo alcuni analisti, tra cui JJ Enoch, associato senior della società di consulenza sui rischi geopolitici JS Held di Londra, la campagna #CorrectTheMap va collegata alla ricerca delle nazioni africane di «maggiore influenza nelle istituzioni globali e maggiore controllo su come il continente viene rappresentato». Enoch ha osservato che «adottare una mappa a superficie uguale fornirebbe una base più accurata per l'istruzione e la comprensione pubblica, segnalando allo stesso tempo che l'importanza demografica, economica e geopolitica dell'Africa non dovrebbe più essere vista attraverso convenzioni ereditate e distorte».

Il governo del Togo sta pianificando per gli inizi del 2027 un evento nella capitale Lomé, insieme all'Unesco, all'Unione Africana e a marchi tecnologici come Google Maps, per definire le modalità di attuazione della risoluzione adottata dall'Onu.

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