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Meloni: in manovra priorità a energia e salari, flessibilità Ue vale 14 miliardi

La presidente del Consiglio indica le priorità della prossima legge di bilancio: usare i margini di flessibilità ottenuti in Europa per abbassare strutturalmente i prezzi dell'energia per le imprese, dopo gli interventi su cuneo, detassazione degli aumenti contrattuali e super deduzione. Annunciata una lettera a von der Leyen su Ets e flessibilità aggiuntiva.

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La prossima legge di bilancio avrà al centro due priorità: il sostegno al potere d'acquisto e la riduzione strutturale dei prezzi dell'energia per le imprese. Lo ha indicato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un intervento in video-collegamento con «Il Gazzettino», spiegando che il governo intende concentrare su questi obiettivi le risorse disponibili.

Meloni ha ricordato che la maggiore flessibilità ottenuta in Europa per far fronte alla crisi energetica vale complessivamente oltre 14 miliardi di euro in due anni. Si tratta, ha detto, di risorse «molto importanti» che l'esecutivo vuole utilizzare «particolarmente per abbassare in modo strutturale i prezzi dell'energia per le imprese», definendo questo obiettivo «un'altra priorità assoluta» della manovra in preparazione.

Sul metodo, la premier ha assicurato che il governo continuerà «nella direzione intrapresa fino a ora», aggiungendo ogni anno «un tassello in più alla stessa strategia». Una strategia che, ha precisato, si è concentrata su salari e difesa del potere d'acquisto, sostegno alle imprese, protezione della famiglia, incentivo alla natalità e salute. L'obiettivo dichiarato è concentrare le «poche risorse» disponibili «sulle priorità reali», a partire dalle famiglie in difficoltà, dai lavoratori e dal tessuto produttivo.

Tra le misure rivendicate, Meloni ha citato il taglio delle tasse sul lavoro e sulle imprese, la super deduzione al 120% del costo del lavoro sui neoassunti, l'iperammortamento che vale fino al 2028, il rifinanziamento della Nuova Sabatini e i diversi esoneri contributivi attivati per spingere le assunzioni. Ha ricordato anche l'abbattimento del cuneo e la detassazione degli aumenti contrattuali, misura che il governo vorrebbe prorogare con l'attuale manovra.

Nel suo intervento, la presidente del Consiglio ha poi annunciato l'intenzione di scrivere alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per chiedere che la questione della flessibilità energetica venga trattata nella riunione Ecofin in programma la prossima settimana a Lussemburgo e poi al prossimo Consiglio europeo. «A fronte di una crescita inflazionistica dovuta al caro energia a livello globale, sia necessario riconoscere agli Stati membri una flessibilità aggiuntiva per sostenere famiglie e imprese», ha spiegato.

Meloni è tornata anche sulla revisione del sistema Ets, lo scambio delle quote di emissione, sostenendo che «ha assolutamente bisogno di essere rivisto profondamente». «In Europa si continua a non percepire l'urgenza», ha aggiunto, avvertendo che non si può continuare a gravare con «una extra tassazione ambientale» sulle imprese manifatturiere, danneggiandone la capacità di competere in un mercato globale in cui i principali concorrenti non sono sottoposti agli stessi costi e vincoli. «Non capirlo significa banalmente condannare l'Europa alla deindustrializzazione, che è una scelta alla quale io personalmente non mi arrendo», ha detto.

Il quadro delineato dalla premier è quello di «una delle congiunture più complesse e difficili degli ultimi decenni», definita «una policrisi» in cui alle sfide esistenti si sommano quelle legate all'innovazione e all'intelligenza artificiale. Quanto al proprio futuro politico, Meloni ha risposto che «dipende dagli italiani» e non da lei: «Attualmente nel mio futuro c'è sempre la stessa cosa, cioè cercare di fare il massimo per la mia nazione, onorare il mandato che gli italiani mi hanno dato fino a quando gli italiani si fideranno di me e di noi». Ha aggiunto di essere concentrata sul «portare a termine il lavoro di questi cinque anni», nei quali il governo ha cercato di proteggere «i cittadini, le famiglie, le imprese, i lavoratori, i loro risparmi, la loro sicurezza in un mondo sempre più instabile, in cui le minacce si moltiplicano».