La fregata Carlo Bergamini della Marina Militare italiana ha scortato il mercantile Jolly Oro, della compagnia di navigazione Ignazio Messina & C., attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb, area ad alto rischio per la navigazione commerciale. L'operazione è stata condotta nell'ambito della missione europea Aspides, il dispositivo navale dell'Unione europea attivato per proteggere il traffico mercantile nel Mar Rosso e nelle acque circostanti.
Secondo quanto ricostruito, l'intervento si è reso necessario per garantire la sicurezza del mercantile italiano lungo un passaggio strategico dove persistono minacce di attacco. La fregata Bergamini, unità della Marina Militare, ha affiancato la nave durante la traversata, assicurando la protezione del personale e del carico. La compagnia Ignazio Messina & C. opera da tempo nel settore dei collegamenti marittimi commerciali e il Jolly Oro rientra nella sua flotta impiegata sulle rotte che attraversano il Canale di Suez e il Mar Rosso.
La vicenda ha avuto immediate ripercussioni politiche. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha inviato una lettera all'Alta rappresentante dell'Unione europea per la Politica estera e la Sicurezza, Kaja Kallas, chiedendo un potenziamento urgente della missione Aspides. Nella missiva, secondo quanto riportato, Crosetto auspica un intervento immediato dell'Unione europea, sottolineando che nella zona ad alto rischio sono attualmente presenti solo una nave greca e una italiana. Il ministro avrebbe inoltre precisato che, in assenza di risposta, l'Italia sarebbe pronta a contribuire con assetti propri.
«La Marina Militare garantirà il passaggio di navi italiane nello stretto di Bab el-Mandeb», aveva dichiarato Crosetto, spiegando di non voler attendere le disposizioni della missione europea per decidere se le navi italiane possano transitare nello Stretto. La posizione italiana punta quindi a rafforzare il dispositivo di scorta e a ottenere un impegno più ampio da parte degli altri Stati membri.
Da Bruxelles, il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, ha ricordato il contributo dell'Italia ad Aspides e gli appelli rivolti agli Stati membri dall'Alta rappresentante Kaja Kallas per rafforzare la missione. El Anouni ha fornito alcuni dati sull'attività svolta: negli ultimi 29 mesi l'operazione Aspides ha protetto oltre 720 navi mercantili e monitorato più di 2.300 transiti. Nel 2024 ha inoltre salvato 128 marittimi e contribuito a scongiurare un grave disastro ambientale.
«La presenza attiva di Aspides nella regione ha dunque tutelato la vita dei marittimi e sta contribuendo a garantire la sicurezza di una rotta marittima di importanza cruciale, soprattutto nell'attuale contesto geopolitico, caratterizzato da estrema volatilità», ha concluso il portavoce.
Lo Stretto di Bab el-Mandeb, che separa il Corno d'Africa dalla penisola arabica e collega il Mar Rosso al Golfo di Aden, rappresenta uno snodo fondamentale per il commercio marittimo internazionale e per le rotte energetiche. La sicurezza di questo passaggio è diventata una priorità per i Paesi europei, le cui economie dipendono in larga misura dalla libera circolazione delle merci attraverso il Canale di Suez. L'episodio del Jolly Oro conferma come la minaccia alle navi commerciali resti concreta e come la protezione delle rotte richieda un impegno navale continuativo.
La richiesta italiana di un rafforzamento di Aspides si inserisce in un quadro di crescente attenzione per la difesa degli interessi marittimi nazionali ed europei. Il governo italiano ha più volte sollecitato un maggiore coinvolgimento degli alleati, mentre la Marina Militare continua a garantire la scorta dei mercantili battenti bandiera italiana. La vicenda del Jolly Oro e della fregata Bergamini mostra la complessità di una missione che combina sicurezza, diplomazia e tutela degli interessi economici in una delle aree più instabili del mondo.