Un antico complesso scavato nella roccia a Albelda de Iregua, in La Rioja, Spagna, torna a vivere grazie a un intervento di riabilitazione firmato dall'architetto Sergio Rojo. Il sito, noto come Peña de las Bodegas, fa parte di un gruppo storico di spazi escavati tra Peña Salagona e Peña de las Bodegas, utilizzati nel corso dei secoli come colombari, ricoveri per il bestiame e dimore eremitiche e monastiche, queste ultime legate al vicino Monastero di San Martín. La località è conosciuta come Scriptorium, in riferimento al Codex Vigilanus, o Codex Albeldensis, scritto proprio nei dintorni del monastero.
L'architettura del complesso è plasmata dalla rimozione del materiale, il salagón, una pietra argillosa tipica delle scogliere, piuttosto che dall'aggiunta di nuove costruzioni. Un'ampia area di accesso esterna si affaccia sulla valle e sulla porta naturale della regione dei Cameros, mentre l'interno si sviluppa su due livelli collegati da scale. Due lunghe canne di ventilazione, note localmente come zarceras o tuferas, sono anch'esse caratteristiche dell'architettura delle cantine scavate della Rioja.
L'intervento di Sergio Rojo introduce un numero limitato di nuovi elementi, mantenendo intatta la struttura rupestre esistente. All'esterno, un'area con panche offre uno spazio di aggregazione, mentre le superfici in pietra pulite rendono più leggibili gli spazi scavati. All'interno, un pavimento in legno sospeso e retroilluminato guida i visitatori attraverso il complesso, e le aperture nella parete rocciosa occidentale sono state ridefinite per aumentare la luce naturale. La riabilitazione utilizza sistemi a secco e evita calcestruzzo e cemento per mantenere l'intervento reversibile e minimizzare le modifiche all'architettura scavata. Il legno e la pietra esistente costituiscono la palette materica principale, combinando nuovi elementi con il materiale già presente nel sito.
Il progetto, denominato Peña De Las Bodegas Rock-cut Space Rehabilitation, rappresenta un esempio di come la conservazione del patrimonio possa coniugarsi con un linguaggio architettonico contemporaneo e rispettoso. La scelta di materiali reversibili e l'attenzione alla luce naturale dimostrano una sensibilità verso il contesto storico e paesaggistico, offrendo al contempo una nuova fruizione degli spazi. L'area esterna, con le sue panche, invita alla sosta e alla contemplazione del panorama, mentre l'interno, con il pavimento sospeso, crea un percorso suggestivo che valorizza le cavità esistenti.
La storia del sito, legata alla presenza monastica e alla produzione di codici, aggiunge un ulteriore strato di significato all'intervento. Il riferimento allo Scriptorium e al Codex Vigilanus sottolinea l'importanza culturale di questo luogo, che ora si apre a nuove possibilità di utilizzo e visita. L'approccio di Rojo, che privilegia la leggerezza e la reversibilità, si inserisce in una tendenza più ampia dell'architettura contemporanea attenta alla sostenibilità e alla conservazione del patrimonio costruito.
Con questo progetto, Albelda de Iregua e la regione della Rioja arricchiscono la loro offerta di architettura rupestre, un patrimonio diffuso che racconta secoli di storia e adattamento umano all'ambiente. La riabilitazione non solo preserva ma anche esalta le qualità spaziali e materiche del complesso, rendendolo accessibile e comprensibile a un pubblico più ampio. Un esempio virtuoso di come il passato possa dialogare con il presente senza perdere la propria identità.