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Un quadro di Varenne consegnato al driver Minnucci alla Mostra del Cavallo

In apertura della 56esima edizione della Mostra Nazionale del Cavallo di Città di Castello, il driver Giampaolo Minnucci ha ricevuto un ritratto del leggendario trottatore Varenne, scomparso lo scorso 18 agosto. L'opera, realizzata dal maestro Stefano Lazzari, celebra il legame tra il campione e la manifestazione umbra.

Un tributo commosso a Varenne, la leggenda del trotto mondiale scomparsa lo scorso 18 agosto, ha aperto la 56esima edizione della Mostra Nazionale del Cavallo di Città di Castello. Prima del taglio del nastro, il driver Giampaolo Minnucci ha ricevuto un quadro raffigurante il celebre trottatore, realizzato dal maestro Stefano Lazzari della Bottega Tifernate. La cerimonia si è svolta questa mattina al parco Alexander Langer, alla presenza del presidente dell'associazione organizzatrice Federico Cavargini, del sindaco Luca Secondi e di una folta delegazione di soci e autorità locali.

L'opera, un ritratto di Varenne di 45x60 centimetri, è stata dipinta a fresco su calce con tempere alla caseina e presenta sullo sfondo i simboli e i palazzi di Città di Castello. La tecnica utilizzata è la pictografia, brevettata da oltre trent'anni dall'azienda tifernate, che ha realizzato copie d'arte per i musei di tutto il mondo e ha avuto tra i suoi committenti anche gli ultimi pontefici e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La consegna è avvenuta sulle note di «Varenne», il celebre brano di Enzo Jannacci, interpretato dal maestro Fabio Battistelli al clarinetto, in ricordo della memorabile partecipazione del cavallo alla 45esima edizione della rassegna nel 2011, quando fu accolto da un vero e proprio bagno di folla.

«Con grande piacere ho trovato il tempo, fra un impegno e l'altro negli ippodromi, per essere presente oggi a Città di Castello», ha dichiarato Minnucci. «È un onore per me poter assistere al taglio del nastro inaugurale della mostra e ricevere addirittura un'opera artistica che raffigura Varenne: un trofeo unico che senza dubbio mancava nel mio palmares e che ci consentirà di ricordare quella giornata memorabile del 10 settembre 2011, quando, assieme ad altri dello staff, accompagnai Varenne alla Mostra Nazionale del Cavallo». Il driver ha poi ricordato «il bagno di folla e le carezze e sorrisi dei bambini, i prediletti del Capitano», sottolineando il legame con l'Umbria, terra di grandi tradizioni allevatoriali dove ha diversi amici e persone care, a partire dall'allevatore Sergio Carfagna.

Il presidente Cavargini e il sindaco Secondi hanno espresso soddisfazione per aver ospitato in avvio di manifestazione «una leggenda del trotto, un campione come Giampaolo Minnucci». «Siamo onorati e davvero orgogliosi che abbia accettato il nostro invito e abbia fatto davvero tutto il possibile per essere con noi a rendere omaggio a Varenne», hanno affermato, definendo il tributo «doveroso per la nostra manifestazione, che nella sua storia ha sempre messo in primo piano i cavalli, la loro bellezza e le loro straordinarie qualità, ma soprattutto il legame profondo tra uomo e animale di cui Minnucci e Varenne sono stati esempi davvero straordinari». L'iniziativa è stata resa possibile grazie a Giorgio Galvani, giornalista e capo ufficio stampa del Comune, al quale gli organizzatori hanno espresso sincera gratitudine.

In segno di riconoscenza per il passaggio di Varenne a Città di Castello nel 2011, sono stati consegnati riconoscimenti anche a Sergio Carfagna, allevatore di Assisi e titolare di scuderia con campioni del trotto come Iglesias, Irina e Via Lattea, e a Rolando Luzi, manager della scuderia di Varenne. «Oggi abbiamo di fronte l'ennesima testimonianza dell'amore e della passione che l'umanità ha per il suo compagno di vita di sempre, il cavallo, e in particolar modo per il nostro Varenne, nostro perché, come diceva il suo proprietario Enzo Giordano, Varenne è degli italiani», ha dichiarato Luzi, sottolineando il compito di «narrare alle nuove generazioni i vari tatuaggi della memoria che Varenne ci ha lasciato». Commozione anche nelle parole di Carfagna, che ha ricordato l'amicizia fraterna con Minnucci e con suo zio Umberto Francisci, affermato driver professionista e allevatore, definendo il 2011 a Città di Castello «un frammento scritto nella storia leggendaria» del trottatore.