Nel cuore di Kolkata, lo studio Spaces and Design ha trasformato un ex magazzino di 3.600 piedi quadrati in uno spazio di lavoro e showroom che celebra i materiali del backstage della moda. Il progetto, firmato da Pooja Bihani, reinterpreta gli strumenti del sarto — bottoni, cerniere, fili e tessuti — come elementi architettonici, dando vita a un ambiente che fonde funzionalità e narrazione visiva.
La scelta progettuale evita la classica suddivisione in cabine e corridoi: lo spazio aperto permette a lavoro, esposizione e riunioni di convivere nello stesso campo visivo. Le postazioni di lavoro curve e ovali spezzano la rigidità del volume industriale, mentre un tavolo condiviso lungo quasi venti piedi funge da fulcro centrale. I dipendenti possono osservare i tessuti in lavorazione, le collezioni in revisione e i team all'opera, rendendo l'attività quotidiana parte integrante dell'esperienza spaziale.
Il tessuto assume un ruolo quasi architettonico: un soffitto in tessuto verde lime si irradia come un sole teatrale, filtrando la luce e creando un punto focale. La base cromatica, in bianchi e grigi tenui, è punteggiata da verdi, rosa, gialli e aranci saturi, un equilibrio che non compete con i capi e i materiali esposti. Le pareti divisorie sono sostituite da pannelli di tessuto traslucido, alcuni assemblati e allacciati a mano, che lasciano passare luce e sguardi mentre guidano la circolazione.
I dettagli sono un omaggio continuo all'artigianato: le superfici di stoccaggio presentano perforazioni che ricordano il punto croce, le maniglie sono sostituite da bottoni esagerati e le partizioni delle scrivanie sono incorniciate da corde neon. Le basi trasparenti dei mobili contengono bottoni, cerniere, filati e cordini colorati provenienti dal processo produttivo, trasformando materiali solitamente nascosti in elementi di identità visiva. Anche le grucce incorporano palline antistress forate e le stoviglie della dispensa seguono la stessa palette cromatica.
La flessibilità è un altro pilastro del progetto: gondole verdi indipendenti permettono di spostare le esposizioni al variare delle collezioni, mentre unità a gradoni fungono da piattaforme per i prodotti e da sedute informali. Questa adattabilità rispecchia l'identità ibrida di Doreme, che non è né un semplice ufficio né un tradizionale showroom. Il progetto non nasconde il processo di lavorazione dietro una vetrina patinata, ma lascia che produzione, revisione, organizzazione ed esposizione si sovrappongano, creando un ambiente vivo costruito sui processi che rendono possibile la moda.