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Carla Cerati in mostra a Palazzo Reale: i volti e le contraddizioni dell'Italia

A Milano, fino al 10 gennaio 2027, Palazzo Reale dedica una grande retrospettiva a Carla Cerati: dai ritratti teatrali al reportage sui manicomi con Gianni Berengo Gardin, fino alla passione per la scrittura. Un percorso che fa dell'immagine uno strumento di indagine e impegno civile.

Palazzo Reale a Milano ospita fino al 10 gennaio 2027 una retrospettiva dedicata a Carla Cerati, fotografa che ha raccontato l'Italia attraverso i suoi volti e le sue contraddizioni. La mostra ripercorre l'intero arco creativo dell'artista, dai ritratti teatrali al reportage sui manicomi realizzato con Gianni Berengo Gardin, fino alla passione per la scrittura. Un percorso espositivo che restituisce la figura di una fotografa capace di fare dell'immagine uno strumento di indagine e di impegno civile.

Il cuore della mostra è la capacità di Cerati di attraversare generi e linguaggi senza perdere coerenza. I suoi ritratti teatrali raccontano il mondo della scena con uno sguardo che va oltre la semplice documentazione: l'obiettivo diventa un modo per esplorare l'identità e la maschera, il ruolo e la persona. Accanto a questo filone, il reportage sui manicomi, firmato insieme a Berengo Gardin, rappresenta uno dei capitoli più noti e significativi della sua carriera, un lavoro che ha contribuito a cambiare la percezione pubblica della malattia mentale e delle istituzioni che la custodivano.

La mostra milanese non si limita alla fotografia. Il percorso espositivo include infatti anche la passione di Cerati per la scrittura, un aspetto meno celebrato ma centrale nella sua biografia artistica. La parola, per la fotografa, non era un semplice corredo alle immagini, ma un'altra forma di indagine sulla realtà, un modo per approfondire e interrogare ciò che l'obiettivo catturava. Questo doppio registro, visivo e testuale, emerge con chiarezza nella retrospettiva di Palazzo Reale, che intende restituire la complessità di un'artista poliedrica.

Il titolo della mostra richiama esplicitamente i volti e le contraddizioni dell'Italia: un paese che Cerati ha osservato con attenzione critica, senza indulgere a semplificazioni. Il suo sguardo ha saputo coniugare la dimensione del ritratto, intimo e ravvicinato, con quella del reportage sociale, più ampia e collettiva. In questo senso, la sua opera si colloca a pieno titolo nella grande tradizione della fotografia italiana del Novecento, quella che ha fatto della macchina fotografica uno strumento di conoscenza e di denuncia civile.

L'appuntamento a Palazzo Reale offre al pubblico l'occasione di riavvicinarsi a una figura che ha attraversato la cultura visiva del paese con discrezione e rigore. La mostra, visitabile fino al 10 gennaio 2027, si propone come un'occasione per riflettere su come l'immagine possa diventare memoria e testimonianza, e su come il lavoro di Carla Cerati continui a parlare al presente. Un percorso che unisce estetica e responsabilità, arte e impegno, e che conferma la centralità della fotografia nel racconto dell'Italia contemporanea.

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