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Sicurezza stradale, alla Camera il Rapporto DEKRA 2026 chiede una svolta culturale

Presentato alla Camera dei deputati il Rapporto DEKRA 2026 sulla sicurezza stradale, che indica la strada come luogo di lavoro e un sondaggio mostra come gli italiani giudicano le proprie strade e i comportamenti più pericolosi.

La strada come luogo di lavoro e come spazio in cui cambiare abitudini: è il filo conduttore della 19ª edizione del Rapporto DEKRA sulla sicurezza stradale, presentata alla Camera dei deputati. Il presidente di DEKRA Italia, Toni Purcaro, ha chiesto una svolta culturale che coinvolga cittadini, istituzioni e forze dell'ordine, sostenendo che la prevenzione dei sinistri passa tanto dalla tecnologia quanto dai comportamenti di chi guida.

Il rapporto affronta il tema da più angolazioni: gli incidenti, la psicologia del conducente, la tecnologia, le infrastrutture e il quadro normativo. Un'indagine condotta dall'Istituto Piepoli per conto di DEKRA restituisce un quadro dell'opinione pubblica. Il 59% degli intervistati giudica molto o abbastanza sicure le strade che percorre abitualmente, con punte del 72% nel Nord-Ovest e del 69% nel Nord-Est. Tra gli interventi ritenuti prioritari, la manutenzione delle strade è indicata dal 57%, seguita da un maggior numero di controlli (48%) e dall'educazione stradale (46%).

Per quanto riguarda i comportamenti più pericolosi alla guida, il 63% cita l'uso dello smartphone e il 59% l'alcol o le droghe. Il sondaggio evidenzia anche le abitudini dei giovani: il 26% ammette di attraversare fuori dalle strisce o col semaforo rosso, il 22% di correre troppo. Sul fronte tecnologico, il 67% degli intervistati si fida della tecnologia come aiuto nella prevenzione degli incidenti e il 71% ritiene che i sistemi di assistenza alla guida siano utili. Alla domanda su chi debba agire di più, il 42% indica le istituzioni, il 40% i cittadini e il 36% la polizia.

Il rapporto dedica spazio anche ai lavoratori della strada. Ogni giorno milioni di persone si spostano per motivi professionali e autisti, corrieri e personale dei servizi di emergenza sono esposti a rischi particolari. Anche i cantieri stradali di breve durata comportano un pericolo di incidente. DEKRA chiede per questo una migliore raccolta dei dati sugli infortuni sul lavoro legati alla circolazione, oggi difficili da leggere con precisione. Tra le raccomandazioni figurano barriere e segnaletica nei cantieri, dispositivi che assorbano l'urto nei cantieri mobili, formazione e sistemi di protezione per il personale dei soccorsi, regole chiare e condizioni di sicurezza per la guida automatizzata e un sostegno psicologico per chi è coinvolto in incidenti gravi. Il rapporto sottolinea inoltre il valore della cooperazione tra veicoli e infrastrutture, il cosiddetto C-ITS, considerato un utile complemento ai sensori di bordo.

I dati statistici, riferiti al 2025 e rielaborati da ACI e Istat, mostrano 177.207 sinistri con lesioni, 2.868 morti e 162 vittime in meno rispetto al 2024, pari a un calo del 5,3%. In media ogni giorno si sono registrati 485 incidenti, 7,9 decessi e 652 feriti. Il confronto con il 2019 è meno uniforme: in 41 province su 107 i morti sono aumentati, mentre in 57 sono diminuiti.

Nel corso della presentazione è stato assegnato il DEKRA Road Safety Award 2026 al Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha attribuito il calo dei decessi al nuovo Codice della strada, parlando di 162 vite salvate, e ha ricordato l'inasprimento delle sanzioni per l'uso del telefono alla guida, il censimento degli autovelox e l'aggiornamento dell'esame di guida. Il deputato Deidda e il deputato Casu hanno insistito sulla responsabilità condivisa e sull'obiettivo della Vision Zero, cioè l'azzeramento delle vittime. Il dirigente della Polizia Stradale, Santo Puccia, ha richiamato i rischi per gli operatori impegnati su strada in condizioni di scarsa visibilità.