Nei secoli passati i cavalieri si sfidavano a cavallo di destrieri da guerra, con lance di legno. Questa settimana, nell'East London, due uomini hanno giostrato su bici a noleggio Lime, armati di tubi in PVC. È una reinterpretazione ironica e contemporanea di uno spettacolo medievale, e uno dei segnali più evidenti di un fenomeno più ampio: il ritorno dell'immaginario del Medioevo nella cultura giovanile, che sta attraversando l'arte, la musica e la moda.
La scena è nata nell'ambito di Frieze, la fiera d'arte contemporanea, dove l'artista Corbin Shaw ha presentato lo spettacolo Feast of Fools. Il progetto è stato definito un'"anti-Frieze", una controproposta rispetto alla fiera stessa, e prende ispirazione da una festa medievale che Shaw ha descritto alla rivista GQ con una formula semplice e incisiva: in quella ricorrenza, "la classe contadina poteva insultare i ricchi". Il rovesciamento delle gerarchie, spiega l'artista, è ciò che rende quella tradizione sorprendentemente vicina al presente, in cui il linguaggio dell'ironia e della contestazione passa spesso attraverso la forma.
Il Medioevo, del resto, sta contaminando anche la musica pop. Nel videoclip del nuovo singolo Party, il cantante australiano Troye Sivan si presenta nei panni di un cavaliere medievale, in una messa in scena che gioca con l'epica e l'estetica cavalleresca. Non si tratta di un caso isolato: l'immaginario della cavalleria torna a essere usato dalle star più seguite, soprattutto da chi cerca un'identità visiva forte e riconoscibile in un panorama saturo di immagini digitali simili tra loro.
Il fenomeno non si ferma alla musica e alle performance artistiche. Dalle passerelle dell'alta moda alle collezioni di streetwear, l'iconografia medievale — cotte di maglia, silhouette ispirate ai mantelli e alle armature, tessuti pesanti e dettagli in metallo — compare sempre più spesso tra le proposte dei designer. Un ritorno che si lega al gusto per il romantico, il teatrale e il simbolico, e che trova nel contrasto tra il passato e la vita urbana una delle sue forze principali.
Ciò che colpisce, nel caso delle bici Lime trasformate in cavalli da giostra, è proprio la combinazione di ironia e cura estetica: oggetti quotidiani e urbani vengono riletti attraverso un linguaggio antico, senza nostalgia pura. Per i più giovani si tratta di un modo di giocare con la storia e di riappropriarsi di codici visivi che sembravano lontanissimi, rimescolandoli con la vita di città e con le piattaforme su cui le immagini circolano, dove una scena insolita come quella londinese può diventare virale in poche ore.