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Una serra riciclata diventa installazione luminosa abitabile per un festival musicale nel Regno Unito

Lo studio Kren. trasforma una serra recuperata in Shed, un rifugio luminoso e spazio di aggregazione per il festival indipendente Loud Places, a poche ore da Londra.

Una serra recuperata si trasforma in un rifugio luminoso e in un luogo di aggregazione per il festival musicale indipendente Loud Places, a poche ore da Londra. L'installazione, battezzata Shed, è firmata dallo studio di design Kren., con sede tra Londra e Vienna, e nasce come progetto site-specific per l'area prato del festival. Il nome scelto non è casuale: da un lato richiama le origini domestiche dell'oggetto, dall'altro allude alla luce che l'opera diffonde sul resto della manifestazione, funzionando al tempo stesso come faro e come spazio intimo in cui sostare.

Il progetto parte da una struttura di serra di recupero, reinterpretata come installazione luminosa abitabile. Di giorno è un punto di ritrovo attorno al quale sostare; di notte diventa uno spazio in cui entrare. La cornice gialla e i pannelli diffusori creano primi piani e sfondi che si confondono e si scambiano man mano che il sole tramonta, mentre la luce continua a emanare in modo costante. L'idea di fondo esplora un interesse centrale per lo studio: il potenziale trasformativo dell'oggetto quotidiano, lavorando con ciò che già esiste invece di produrre nuovi materiali.

L'operazione assume una posizione ottimistica nei confronti del riuso e si configura come una sfida creativa di fronte alla scarsità di risorse, coerente con l'etica dello studio multidisciplinare. Il riferimento dichiarato è il letto-serra di Derek Jarman nel suo loft londinese di Bankside negli anni Ottanta: da qui l'esplorazione dell'archetipo della serra come luogo di intimità. Se tradizionalmente la serra è associata alla coltivazione delle piante, in questo caso la sua funzione è quella di raccogliere e racchiudere le persone, creando un punto focale e uno spazio dentro lo spazio, un riparo all'interno dell'ampiezza del prato.

Un passaggio chiave del progetto riguarda la rimozione dell'involucro termico del vetro. L'opera guarda alla serra per la sua capacità rudimentale ma efficace di creare una struttura di base, piuttosto che per le sue qualità termiche. In questo senso la serra diventa una sorta di capanna primitiva, mentre Shed è al contempo una vera e propria installazione luminosa. La struttura della serra fornisce l'ossatura e il riparo; all'interno sono appese luci industriali modificate che brillano senza interruzione.

Con l'arrivo della notte, il TPU traslucido diventa retroilluminato e l'intero involucro si trasforma in uno schermo diffusore. Le luci dividono lo spazio interno e sono sospese appena sotto il livello degli occhi da seduti, lungo il colmo del tetto. Quando lo spazio è occupato dopo il tramonto, le silhouette delle persone sembrano animare le pareti, mentre la luce viene proiettata verso l'esterno, in direzione del festival. È un effetto che rende l'installazione un organismo vivo, capace di cambiare con il buio.

La combinazione di materiali racconta la storia del progetto. Insieme alla struttura in alluminio adattata e alle luci modificate, le tende in PVC — normalmente impiegate nei sistemi di raffreddamento industriali — delimitano l'ingresso, appese con fascette. Questa palette materica parla dell'eredità agricola della serra e allo stesso tempo rimanda all'innovazione e allo spirito fai-da-te dei festival musicali e della cultura dei club. Il festival indipendente, del resto, pone un'attenzione particolare al design esperienziale, e l'installazione si inserisce pienamente in questa direzione.

Il progetto è firmato da Kren. con un team di design composto da Ivy Aris, John Clayson e Andrei Dinu. L'evento è Loud Places, nel Regno Unito. La struttura in alluminio con rivestimento giallo si fonde con la luce calda quando scende la notte, e l'installazione brilla dall'interno al calare del sole. Shed resta così un faro nel prato: un oggetto quotidiano reinventato, capace di offrire riparo, luce e un punto di incontro per chi attraversa il festival.

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