A Lungro, piccolo centro della provincia di Cosenza arroccato sulle colline calabresi, bere il mate non è una moda importata dall'America Latina né un gesto esotico per turisti. È una consuetudine quotidiana, tramandata di generazione in generazione, che affonda le sue radici nella storia della comunità arbëreshe, la minoranza albanese d'Italia insediatasi in queste terre a partire dal XV secolo.
La bevanda, preparata con le foglie di erba mate e sorseggiata dalla caratteristica zucca con la cannuccia metallica, la bombilla, accompagna le giornate degli abitanti di Lungro come il caffè accompagna quelle di qualsiasi altro paese italiano. Un'abitudine che colpisce chi arriva da fuori e che ha fatto guadagnare a Lungro il soprannome di «paese che sembra Sudamerica», pur trovandosi nel cuore della Calabria.
La spiegazione di questa tradizione affonda le radici nella storia. Gli arbëreshë, discendenti degli albanesi fuggiti dall'Albania dopo la morte dell'eroe nazionale Giorgio Castriota Scanderbeg nel 1468, portarono con sé lingua, riti religiosi di rito bizantino-greco e usanze che ancora oggi caratterizzano i loro villaggi. Il mate, però, non fa parte del bagaglio culturale originario: secondo quanto raccontano gli abitanti, sarebbe arrivato a Lungro attraverso i flussi migratori che, tra la fine dell'Ottocento e il Novecento, portarono molti arbëreshë a emigrare verso l'Argentina e il Sudamerica. Da lì, al ritorno, avrebbero portato con sé l'abitudine di bere il mate, che si è radicata al punto da diventare un tratto identitario del paese.
Oggi a Lungro il mate si trova nei bar, nei negozi e nelle case. Non è raro vedere anziani e giovani condividere lo stesso recipiente, passandolo di mano in mano secondo un rituale preciso: si versa l'acqua calda, si lascia in infusione l'erba, si sorseggia lentamente dalla bombilla senza mescolare. Un gesto semplice che però racchiude un valore sociale profondo, quello della condivisione e dell'ospitalità, tipico delle comunità arbëreshe.
La tradizione del mate si intreccia con altre peculiarità di Lungro, come la presenza della Chiesa cattolica di rito bizantino-greco, l'uso della lingua arbëreshe nella vita quotidiana e nelle funzioni religiose, e una cucina che mescola influenze albanesi, calabresi e, appunto, sudamericane. Il paese è anche noto per le sue miniere di salgemma, un tempo tra le più importanti d'Europa, e per il suo patrimonio artistico e culturale.
Negli ultimi anni, questa singolare abitudine ha attirato l'attenzione di viaggiatori e curiosi, contribuendo a far conoscere Lungro e la cultura arbëreshe anche al di fuori dei confini regionali. Il mate, insomma, non è solo una bevanda: è un simbolo di come le identità possano intrecciarsi, trasformarsi e arricchirsi attraverso i secoli e le migrazioni. E a Lungro, dove la memoria degli avi è ancora viva, questo simbolo si rinnova ogni giorno, una tazza alla volta.