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Turista svizzero condannato a Bali per aver violato il «giorno del silenzio»

Un turista svizzero è stato condannato a una pena detentiva a Bali per aver violato il Nyepi, il «giorno del silenzio» induista, una delle tradizioni più rispettate dell'isola indonesiana.

Un tribunale indonesiano ha condannato a una pena detentiva un turista svizzero che lo scorso marzo aveva violato il Nyepi, il «giorno del silenzio» induista, camminando per le strade di Bali mentre l'intera isola era in isolamento. Luzian Andrin Zgraggen è comparso giovedì dinanzi al tribunale di Denpasar, capitale della provincia indonesiana, al termine di un procedimento che ha attirato l'attenzione internazionale sulle regole che disciplinano la vita dei visitatori stranieri nell'isola.

Il Nyepi segna il capodanno induista balinese e impone 24 ore di silenzio assoluto: niente lavoro, niente luci, niente traffico e nessuna attività all'aperto. L'intera isola, incluso l'aeroporto internazionale, resta chiusa per consentire la purificazione spirituale e la meditazione. La violazione di questa norma, considerata sacra dalla comunità locale, è punita dalle autorità indonesiane con sanzioni che possono arrivare fino alla reclusione e alla deportazione.

Secondo gli atti del processo, Zgraggen era stato sorpreso dalle forze dell'ordine mentre percorreva una strada di Bali durante le ore di coprifuoco imposte dal Nyepi. Il turista, che secondo le ricostruzioni locali si era allontanato dalla sua struttura ricettiva, è stato fermato e successivamente denunciato. La vicenda ha riacceso il dibattito sul comportamento dei visitatori stranieri a Bali, meta turistica che accoglie ogni anno milioni di persone ma che negli ultimi tempi ha inasprito i controlli per proteggere le proprie tradizioni culturali e religiose.

La condanna arriva in un contesto di crescente attenzione delle autorità indonesiane verso i turisti che non rispettano le usanze locali. Negli ultimi mesi, le amministrazioni balinesi hanno più volte richiamato i visitatori al rispetto delle norme, dalla guida senza casco all'ingresso nei templi con abbigliamento inadeguato, fino alla scalata di montagne sacre. Il caso dello svizzero rappresenta uno degli episodi più significativi per la severità della pena comminata.

La sentenza non è stata ancora resa pubblica nei suoi dettagli integrali, ma la comparizione in aula di giovedì conferma l'esito del procedimento a carico del cittadino elvetico. Le autorità diplomatiche svizzere sono state informate della vicenda e seguono l'evolversi della situazione, mentre la comunità internazionale osserva con attenzione un caso che potrebbe fare da precedente per future violazioni delle tradizioni locali da parte di stranieri.

Bali, che basa gran parte della propria economia sul turismo, si trova a dover bilanciare l'apertura verso i visitatori con la tutela di un patrimonio culturale e religioso unico al mondo. Il Nyepi, in particolare, rappresenta un momento di forte identità per l'isola, e la sua osservanza è considerata un dovere non solo per i residenti ma anche per chi sceglie di soggiornarvi in quei giorni. La vicenda di Zgraggen potrebbe spingere le autorità locali a intensificare le campagne informative rivolte ai turisti, affinché episodi simili non si ripetano.