La Polizia di Stato ha eseguito 60 perquisizioni in 23 città nei confronti di attivisti che, secondo quanto riferito, avevano incitato alla violenza nelle chat e sulle piattaforme social in vista delle recenti mobilitazioni. Le operazioni, condotte dalla Digos e dalla polizia postale, sono scattate a meno di 24 ore dai cortei contro il carovita e dalle tensioni tra manifestanti e forze dell'ordine.
Il bilancio delle manifestazioni di venerdì, in occasione dello sciopero generale proclamato dal sindacato Usb, è stato comunicato dal sindacato di polizia Coisp. Secondo il segretario generale Domenico Pianese, undici poliziotti e due carabinieri sono rimasti feriti. Sei agenti sono stati colpiti a Mestre, quattro a Vicenza e uno a Torino, dove sono rimasti contusi anche due carabinieri. Un poliziotto del Reparto Mobile di Padova ha riportato una frattura scomposta della mano con trenta giorni di prognosi e dovrà essere operato nei prossimi giorni.
Nella giornata di protesta, che ha toccato 70 città, decine di migliaia di lavoratori, studenti, pensionati e famiglie sono scesi in piazza contro il carovita e per dire no al riarmo. Accanto alle manifestazioni pacifiche si sono registrati disordini a Roma, Torino, Mestre e Vicenza. Nella Capitale la tensione è stata massima davanti al Colosseo e a Testaccio, dove alcuni attivisti hanno tentato di forzare il cordone di polizia per raggiungere Montecitorio. Sono stati segnalati lanci di oggetti contro le forze dell'ordine e l'uso di idranti per disperdere i violenti. A Torino, durante il corteo, è stato scaricato letame davanti alla sede del Comune.
Secondo Pianese, le frange violente si sono separate dai cortei e hanno agito in piccoli gruppi, moltiplicando i punti di pressione sui dispositivi di sicurezza, con l'obiettivo dichiarato di forzare i blocchi e raggiungere i palazzi delle istituzioni. A Bologna, dove era stata occupata la tangenziale senza che si verificassero scontri, la Questura ha identificato circa 300 persone e ha eseguito un fermo preventivo, in applicazione della recente normativa in materia di prevenzione e sicurezza pubblica.
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha giudicato equilibrata ed efficace la gestione dei dispositivi di sicurezza, sottolineando che hanno permesso di tutelare il diritto dei cittadini a manifestare pacificamente, nonostante il tentativo di alcuni soggetti di provocare disordini e violenze. Il sindacato Coisp ha auspicato che tutti i responsabili degli attacchi siano individuati e puniti senza sconti.