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Kodo, la sveglia in ceramica che accoglie l'alba con una piantina

Il concept di Pascal Grangier sostituisce la plastica con un vaso di ceramica: si sincronizza con l'alba, cinguetta come gli uccelli e si spegne con un tocco. Un oggetto di design che ripensa il risveglio e il rituale della buonanotte.

Dimenticate la scatola di plastica che strilla sul comodino. Kodo, concept di sveglia intelligente firmato dal designer Pascal Grangier, prende la forma di un vaso di ceramica dal beccuccio sottile, pensato per accogliere un vero rametto verde. Un oggetto che sembra uscito dalle mani di un vasaio, almeno finché non inizia a sincronizzarsi con il sorgere del sole.

È proprio la sincronizzazione con l'alba il cuore del progetto. Anziché svegliare di soprassalto con un bip aggressivo, Kodo scandisce il tempo seguendo la luce del mattino e sovrappone al silenzio il canto degli uccelli, accompagnando il risveglio con la stessa dolcezza di una finestra aperta in una bella giornata. Per zittirlo non serve cercare un pulsante al buio: basta un tocco in qualsiasi punto della superficie, che viene letto come una vibrazione e interrompe il suono.

Quel gesto si ripete nell'arco della giornata come un tema conduttore. Il corpo dell'oggetto resta sensibile al contatto e alla presenza, e risponde con discrezione invece di accendersi di notifiche o reclamare attenzione come farebbe lo schermo di un telefono. È progettato per stare tranquillo sul comodino, senza fare nulla per la maggior parte del tempo, fino al momento esatto in cui deve entrare in azione.

Anche la sera ha il suo rituale silenzioso, affidato allo stesso oggetto. Prima di dormire, Kodo abbassa gradualmente la luce nella stanza e accompagna il corpo verso il suo ciclo naturale di sonno, invece di lasciare che si scorra sotto una lampada crudele fino a quando vince la stanchezza. Una sola funzione trasforma il pezzo da strumento per svegliarsi a qualcosa di più vicino a una routine serale, che chiude la giornata con lo stesso gesto con cui l'ha aperta.

Nessuna di queste qualità avrebbe senso se l'oggetto sembrasse tempo schermo travestito. Il quadrante circolare, modellato sull'apertura di una pentola più che su un pannello di visualizzazione, cambia aspetto a seconda dell'ora: una sfumatura morbida al mattino, cifre essenziali a metà giornata, un campo stellato che brilla piano quando scende la notte. La faccia dell'orologio diventa parte dell'atmosfera della stanza, non una distrazione luminosa appoggiata sopra di essa.

Ogni scelta materica rafforza la stessa misura. La finitura opaca color sabbia e la silhouette arrotondata rimandano direttamente alla ceramica, fino ai piedini tozzi che fanno sembrare l'intero oggetto fatto a mano più che prodotto in serie. Persino il beccuccio a forma di vaso non è un riempitivo decorativo: contiene una vera talea, e trasforma un pezzo di elettronica di consumo in qualcosa che verrebbe voglia di tenere in vista su uno scaffale anche quando non segna l'ora.

Oggetti come questo propongono un rapporto diverso con la tecnologia che affolla le camere da letto. Kodo non compete con il telefono per conquistare l'attenzione prima del caffè: si limita a segnare le ore con discrezione, abbassa le luci quando è ora di fermarsi e aspetta vicino alla finestra come se fosse sempre stato lì. Un esercizio di design che non aggiunge funzioni, ma sottrae rumore.

Same event, other desks

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