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Foibe, Berrino attacca Salis: «Rispetti la memoria delle vittime, no a doppi standard sui totalitarismi»

La senatrice di Fratelli d'Italia accusa la collega di Avs di esibire simboli legati al regime titino e chiede coerenza nel giudizio sui totalitarismi del Novecento, ricordando foibe, deportazioni ed esodo giuliano-dalmata.

FDI – FRATELLI D’ITALIA * SENATO: «FOIBE, BERRINO (FDI): SALIS RISPETTI LA MEMORIA DELLE VITTIME, NO A DOPPI STANDARD SUI TOTALITARISMI»
Salis dovrà sventolare la bandiera di Tito in Senato per 40 sedute consecutive: Berrino (FdI) chiede che ogni seduta inizi con un minuto di silenzio e un saluto alla bandiera
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Un nuovo scontro politico sulle foibe e sulla memoria storica del Novecento arriva dal Senato, dove la senatrice di Fratelli d'Italia Berrino ha attaccato duramente Ilaria Salis, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, accusandola di esibire simboli riconducibili alla tradizione comunista yugoslava legata a Tito. Secondo Berrino, quei simboli richiamano un regime responsabile di repressioni, persecuzioni e violenze che hanno segnato in profondità la storia italiana e i territori del confine orientale.

Al centro della polemica c'è la richiesta di coerenza nel giudizio sui totalitarismi. Berrino ha chiesto a Salis di rispettare la memoria delle vittime delle foibe, delle deportazioni e dell'esodo di migliaia di italiani costretti ad abbandonare le proprie terre. Un passaggio che tocca una ferita storica ancora aperta nel dibattito pubblico italiano, spesso al centro di contrapposizioni politiche tra destra e sinistra.

La senatrice di Fratelli d'Italia ha insistito sul concetto di doppio standard: secondo la sua posizione, non è possibile condannare alcuni totalitarismi e tollerarne altri, né usare due pesi e due misure quando si parla di violenze e persecuzioni del passato. Il riferimento è alla tradizione titina, considerata responsabile delle sofferenze patite dalla comunità italiana in Istria, Fiume e Dalmazia nel secondo dopoguerra.

La vicenda si inserisce nel confronto politico che periodicamente riemerge in occasione delle commemorazioni del Giorno del Ricordo e delle discussioni parlamentari sulla memoria storica. Le foibe, le deportazioni e l'esodo giuliano-dalmata rappresentano per Fratelli d'Italia un capitolo che merita rispetto e riconoscimento unanime, al di là delle appartenenze partitiche.

Il caso Salis, già al centro di polemiche per la sua vicenda giudiziaria in Ungheria e per le sue posizioni politiche, torna così a dividere il Senato. L'accusa di esibire simboli legati al regime di Tito aggiunge un nuovo capitolo a un dibattito che intreccia storia, identità nazionale e memoria collettiva, con possibili ripercussioni sul clima politico nelle prossime settimane.

Da parte di Alleanza Verdi e Sinistra, secondo quanto emerge dal quadro politico, non sono arrivate per ora smentite o precisazioni pubbliche sulle accuse rivolte a Salis. La questione resta aperta e si preannuncia come uno dei temi più caldi del confronto parlamentare, con Fratelli d'Italia decisa a rivendicare la centralità della memoria delle vittime delle foibe e dell'esodo.

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