Wireva

La seta kesi di Suzhou in mostra ad Amsterdam: le fotografie di Jing Huang

Il fotografo Jing Huang ha trascorso settimane in uno studio di seta kesi a Suzhou con l'artista Hao Naiqiang. La mostra «Threads of Time» alla Leica Gallery di Amsterdam esplora il dialogo tra l'occhio del fotografo e la mano dell'artigiano.

Un fotografo, un'artigiana e una tecnica antica che non ammette scorciatoie. È il cuore di «Threads of Time: A Journey Through Silk and Lens», la mostra che porta alla Leica Gallery di Amsterdam il lavoro di Jing Huang, fotografo premiato nel 2011 con il Leica Oskar Barnack Newcomer Award per la serie «Pure of Sight». Per settimane Huang ha osservato il lavoro di Hao Naiqiang, nota come Jingwei, artista della seta kesi nel suo studio di Suzhou, in Cina.

La kesi è una tecnica di tessitura serica cinese che esiste da secoli e funziona secondo una logica opposta a quella della produzione contemporanea. L'artigiana costruisce il pezzo filo per filo su un ordito fisso, prendendo decisioni continue su colore, contorno e ritmo, senza automazione, senza scorciatoie e senza possibilità di tornare indietro. Un detto cinese riassume la questione meglio di qualsiasi descrizione tecnica: un pollice di kesi vale un pollice d'oro. Jingwei pratica questa arte da più di dieci anni ed è riconosciuta formalmente come erede rappresentativa della tradizione di Suzhou. Ogni opera finita richiede mesi di lavoro e un investimento di tempo che giustifica il paragone con il metallo prezioso.

Huang non ha documentato il processo passo dopo passo, come farebbe un reportage tradizionale. Le sue immagini si muovono tra le mani di Jingwei, i fili, i dettagli dello studio e le texture visive più silenziose di Suzhou, con la stessa sobrietà pittorica che caratterizza il suo lavoro. Il fotografo ha spiegato il proprio approccio in modo diretto: la fotografia, ha detto, a volte consiste nel dimenticare il tempo invece di registrarlo. Ciò che resta in un'immagine non è il momento in cui è stata scattata, ma se conserva ancora bellezza quando quell'istante è passato.

La mostra è curata da Linda Warmerdam, che l'ha impostata come un dialogo tra l'occhio del fotografo e la mano dell'artigiana. Entrambi richiedono un corpo in un luogo specifico in un momento specifico, un elemento che nessun modello addestrato su immagini esistenti può riprodurre. In un'epoca in cui il dibattito sulle immagini riguarda quasi esclusivamente la velocità e la generazione automatica, il progetto ricorda che alcune cose richiedono tempo reale, accadono una sola volta e significano qualcosa proprio perché non possono essere imitate in modo convincente.

All'origine del progetto c'è la collaborazione tra Lexar e Leica, che hanno portato Huang a Suzhou per fotografare Jingwei. Grace Su, responsabile delle operazioni europee di Lexar, ha sottolineato un aspetto spesso trascurato: prima che una fotografia diventi una stampa, un'immagine per la stampa o un archivio culturale, esiste come file originale che deve sopravvivere. Leica cattura il momento, Lexar protegge il file che lo contiene. Una divisione dei compiti che dà al marchio una ragione autentica di partecipare al progetto.

La mostra è visitabile dall'11 al 15 settembre. Non serve interessarsi di storia tessile o di cultura delle gallerie per cogliere il punto: Huang ha passato settimane in uno studio di Suzhou per capire che cosa sia davvero la kesi, e le fotografie sono ciò che ha riportato indietro.

Same event, other desks

Story file →