Dolly Parton, una delle più grandi interpreti della musica country e simbolo della cultura popolare americana, è morta all'età di 80 anni. La notizia è stata data dal nipote Brin Seaver attraverso un video pubblicato su Instagram, in cui ha annunciato la scomparsa della zia a Nashville, senza rivelare la causa del decesso.
«Mi chiamo Brin Seaver, figlio di Cassie Parton, e oggi, in rappresentanza delle famiglie Parton e Owens, annuncio la scomparsa di mia zia, Dolly Rebecca Parton Dean», ha dichiarato nel messaggio. «Questo annuncio video è qualcosa che Dolly mi ha chiesto anni fa. È un onore, misto ad assoluto orgoglio e grande tristezza. Ma la tristezza è nostra, non di Dolly. Dolly ha vissuto nella luce ed è tra le braccia di Gesù, sicuramente accolta da Carl, dai suoi genitori e da innumerevoli altre persone che l'hanno vegliata e hanno desiderato ardentemente incontrarla in cielo».
Nata nel 1946 in una famiglia poverissima del Tennessee, Parton aveva costruito una carriera lunga oltre 60 anni, diventando una delle figure più amate e riconoscibili dello spettacolo. Autrice di circa 3.000 canzoni, aveva conquistato il successo mondiale con brani come «Jolene», «9 to 5» e «I Will Always Love You», quest'ultima diventata un fenomeno planetario nella versione di Whitney Houston. Con la voce, il look inconfondibile e una personalità capace di unire pubblici diversi, aveva superato i confini del genere country, imponendosi come icona globale.
La sua carriera era stata segnata da numerosi riconoscimenti: era stata inserita sia nella Country Music Hall of Fame sia nella Rock & Roll Hall of Fame, un traguardo raro che testimonia la sua influenza trasversale. Nel corso della sua attività aveva raggiunto il record di 25 singoli al numero uno nelle classifiche country statunitensi e 47 album nella Top 10 del genere. Non solo musica: aveva ottenuto due nomination ai Golden Globe come attrice, dimostrando il suo talento anche sul grande schermo.
Parton era nota anche per il suo impegno filantropico. Attraverso il progetto di alfabetizzazione «Imagination Library» aveva donato oltre 150 milioni di libri ai bambini, un'iniziativa che l'aveva resa amata ben oltre il pubblico musicale. Negli ultimi tempi, però, la sua salute aveva destato preoccupazione: senza specificare le ragioni, l'anno scorso aveva cancellato vari spettacoli e una residenza a Las Vegas, limitando le apparizioni pubbliche. Aveva raccontato che dopo la malattia e la morte dell'amato marito Carl aveva trascurato la sua salute.
La scomparsa ha suscitato un'ondata di cordoglio anche ai massimi livelli istituzionali. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha commentato la notizia su Truth, definendo Parton «una delle più grandi cantanti country, e non solo, di tutti i tempi» e aggiungendo che «non c'è mai stato nessuno come lei, e non ci sarà mai». Trump ha annunciato che ordinerà le bandiere a mezz'asta in tutti gli Stati Uniti per una settimana a partire da stasera, chiudendo con un «riposa in pace, Dolly! Il mondo ti ama». Una perdita che, come ha sottolineato lo stesso presidente, rappresenta «una vera perdita per milioni di persone».