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Lo sgabello Knot di Studio Yann Gandon unisce alluminio e corda in nodi a vista

Studio Yann Gandon e Maxime Sauce firmano Knot, uno sgabello in alluminio tagliato al laser tenuto insieme da corde annodate: le giunzioni restano visibili e diventano il dettaglio centrale del progetto, disponibile in tre colori e in vendita su ordinazione.

Uno sgabello che non nasconde il proprio sistema di montaggio: è Knot, il progetto firmato da Studio Yann Gandon in collaborazione con Maxime Sauce, che sostituisce viti e incollaggi con corde annodate. La seduta e i supporti sono in alluminio tagliato al laser, mentre le legature svolgono una funzione strutturale e tengono insieme i componenti. Il nodo che sporge sul fianco non è stato nascosto sotto la seduta né coperto da un tappo di plastica: è lì, in vista, come dichiarazione di intenti.

La forma è volutamente essenziale. Un piano rettangolare poggia su due ampie pannellature laterali, con un terzo pannello che corre tra loro. Non ci sono curve morbide a distrarre l'occhio dalle connessioni: file di corda attraversano la parte superiore vicino alle estremità e proseguono lungo i fianchi in bande fitte e ordinate. Da lontano queste fasce appaiono come blocchi di texture; da vicino si distinguono i singoli fili. La versione finita utilizza alluminio spazzolato 5754, una superficie sobria che fa da sfondo neutro all'intreccio.

L'accostamento tra superfici industriali piatte e corda maculata richiama l'attrezzatura da arrampicata trasferita nel mobile. È proprio questo contrasto a rendere riconoscibile lo sgabello: una silhouette più elaborata del metallo, spiegano i progettisti, finirebbe per competere con il dettaglio che vale la pena guardare. Le opzioni documentate per la corda includono viola, giallo e grigio, e le immagini mostrano quanto il colore cambi l'oggetto. Il grigio mantiene tutto vicino a una palette unica e lascia che gli anelli si leggano attraverso le ombre; il viola rende grafica la cucitura; il giallo, in una stanza altrimenti sobria, aggiunge un richiamo visivo all'attrezzatura di sicurezza senza coprire l'alluminio.

Interessante anche la vista dei componenti impilati: i pannelli formano un mucchio basso, con tratti di corda già infilati al loro posto, suggerendo un imballaggio compatto. Una fotografia non basta però a dire quanto sia intuitivo il montaggio. Il progetto è in vendita e supera così la dimensione puramente speculativa del concept. Il rivenditore belga RUIMTE descrive lo sgabello come fatto su ordinazione, con dimensioni e colori della corda personalizzabili; la scheda riporta l'etichetta di esaurito, quindi un eventuale ordine andrebbe confermato. Il contesto aiuta a collocare il prodotto: un acquisto meditato, non un sostituto della sedia economica da tirare fuori quando arrivano gli ospiti.

Restano alcune domande pratiche. La descrizione del progetto non indica la portata massima né fornisce indicazioni dettagliate sulla cura delle connessioni in corda: informazioni che aiuterebbero a capire come controllare e mantenere le legature nel tempo. Inoltre, se le file di corda aggiungono texture vicino ai bordi, la seduta resta in gran parte una superficie metallica piatta: è più prudente considerarlo un posto a sedere occasionale, senza aspettarsi il comfort di una poltrona. Nonostante questi punti aperti, Knot cattura l'attenzione per una scelta precisa e leggibile: si può guardare la corda, seguirne il percorso e capire perché è lì. Il piccolo nodo esposto vale più di un fronzolo decorativo, perché dà a una seduta ordinaria un motivo per essere esaminata di lato, sotto e da vicino. La costruzione premia la curiosità prima ancora che qualcuno si sieda.

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