Una nuova intercettazione riaccende il caso di Garlasco e allarga il fronte investigativo attorno ad Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi. Nell'audio, risalente al 20 novembre scorso, Sempio si lascia andare a uno sfogo che ha come destinatari gli ex carabinieri Silvio Sapone e Giuseppe Spoto, che si occuparono del caso nel 2017 e che sono stati ascoltati dai magistrati di Brescia senza essere iscritti nel registro degli indagati.
«Quando gliele dico scoppia un mer... su quelli lì e se vanno a processo quelli è capace che mi chiamano come testimone», dice Sempio nella registrazione, rilanciata dal Tg1 e considerata rilevante nell'inchiesta sull'archiviazione del 2017. Il fascicolo, inizialmente seguito dalla Procura di Brescia e poi tornato a Pavia dopo l'archiviazione dell'ex procuratore Mario Venditti, riguarda l'ipotesi di corruzione e presunti contatti opachi durante le precedenti indagini.
Secondo quanto riferito, oltre al padre di Andrea, Giuseppe Sempio, potrebbero finire sotto indagine anche il figlio, i suoi tre ex avvocati e quattro ex militari: nove persone in totale. Al momento, tuttavia, i legali di Sempio non hanno ricevuto conferme dalla Procura su un'eventuale iscrizione del loro assistito nel nuovo filone. Il quadro investigativo resta quindi in evoluzione, con la posizione dei soggetti coinvolti ancora da definire formalmente.
Intanto, la difesa prepara la controffensiva sul delitto. L'avvocato Liborio Cataliotti, che assiste Sempio insieme ad Angela Taccia, ha annunciato cinque consulenze da depositare entro il 18 ottobre. Il lavoro si concentra soprattutto sulla misura delle scarpe e sulle impronte trovate nella villetta di Garlasco. Per i legali, le tracce sulla scena del delitto sarebbero compatibili con calzature più piccole del numero 42 attribuito ad Alberto Stasi, l'allora fidanzato di Chiara Poggi, condannato in via definitiva per l'omicidio.
La difesa ha esaminato le fotografie delle impronte, realizzato un calco, fatto eseguire radiografie ai piedi di Sempio e organizzato prove di calzata con scarpe dello stesso modello. Sono stati inoltre raccolti i racconti di due persone che sostengono che nel 2007 Sempio indossasse scarpe numero 44. Gli avvocati considerano questi elementi una prova «formidabile» a discarico del loro assistito.
Il materiale potrebbe interessare anche i legali di Stasi in vista di un'eventuale richiesta di revisione della condanna. Il filone sulla presunta corruzione resta secondario rispetto all'inchiesta principale, entrata nelle fasi conclusive dopo la chiusura delle indagini del 28 settembre scorso. La vicenda di Garlasco, a distanza di anni dai fatti, continua dunque a produrre sviluppi sia sul piano giudiziario sia su quello delle indagini collaterali.