Si è chiuso al Teatro Comunale di Fiuggi il Trentennale di Confimprese Italia, tre giorni di confronto dedicati alle prospettive delle micro, piccole e medie imprese italiane e alle trasformazioni economiche e sociali che stanno ridisegnando il sistema produttivo. La giornata conclusiva ha portato al centro della manifestazione la dimensione europea e la necessità di rafforzare la capacità delle imprese italiane di competere e crescere oltre i confini nazionali.
A caratterizzare il finale sono stati gli interventi del vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, e della vicepresidente del Parlamento europeo, Antonella Sberna. «Le micro, piccole e medie imprese rappresentano una componente essenziale del tessuto economico europeo e svolgono un ruolo determinante per la crescita, l'occupazione e la coesione dei nostri territori», ha dichiarato Fitto, secondo cui la sfida è «creare le condizioni affinché possano essere sempre più competitive, innovare e cogliere le opportunità offerte dai mercati internazionali». Il vicepresidente della Commissione ha aggiunto che «l'Europa deve accompagnare questo percorso favorendo investimenti, semplificazione e strumenti capaci di sostenere concretamente chi fa impresa». In uno scenario globale profondamente cambiato, ha concluso, «rafforzare la competitività significa anche rafforzare la capacità dell'Europa di essere protagonista e delle nostre imprese di crescere e competere nel mondo».
Sul fronte del rapporto tra istituzioni europee e sistema produttivo è intervenuta anche Antonella Sberna. «Dobbiamo costruire un'Europa sempre più vicina alle imprese e ai territori, capace di ascoltare chi produce, investe e crea lavoro», ha affermato la vicepresidente del Parlamento europeo, ricordando che le micro, piccole e medie imprese «custodiscono competenze, identità e capacità produttive che rappresentano un patrimonio per l'Italia e per l'Europa». Il compito delle istituzioni, ha aggiunto, è «accompagnarle nelle sfide della competitività e dell'internazionalizzazione, creando condizioni che consentano loro di crescere e di portare sempre più Made in Italy nel mondo».
Dopo due giornate dedicate a competitività, lavoro, welfare, innovazione, inclusione ed energia, il vertice di Fiuggi ha concentrato l'ultima sessione sull'internazionalizzazione, individuata come una delle direttrici strategiche per il futuro delle micro, piccole e medie imprese e per il rafforzamento della presenza italiana sui mercati globali. In questo quadro si è inserito il focus «Confimprese Italia per l'Internazionalizzazione: inclusività, integrazione ed incontro di culture», realizzato in collaborazione con Italian Delegation of Made in Italy. I lavori sono stati presentati da Fabrizio Frullani del TG2, con il coordinamento di Muharrem Salihu, responsabile Internazionalizzazione di Confimprese Italia.
Al confronto hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, della diplomazia e del sistema economico, tra cui Marco Scurria, Orlandino Greco, Pino Cangemi, Giuseppe Fabbricatore, Fabrizio Lobasso, Romina Nicoletti, Francesco De Angelis e Giuseppe Lepore, con il contributo del presidente di SIMEST Andrea De Pedys. Il punto di vista del sistema bancario è stato portato da Alessandro Longobardi, chief lending officer del Gruppo Bancario ViViBanca, e da Stefano Bacherini, direttore Partnership e Grandi Accordi dello stesso gruppo, con un intervento sui temi dell'accesso al credito, degli investimenti e degli strumenti finanziari necessari ad accompagnare la crescita e l'apertura internazionale delle imprese.
Il filo conduttore della giornata è stato la costruzione di un modello di internazionalizzazione che non significhi soltanto esportare prodotti, ma creare relazioni economiche durature, reti imprenditoriali, integrazione, scambio di competenze e incontro tra culture, accompagnando soprattutto le imprese di minori dimensioni verso mercati che richiedono strumenti, conoscenze, risorse finanziarie e interlocuzioni istituzionali sempre più strutturate. La dimensione internazionale è stata rafforzata dagli interventi delle rappresentanze diplomatiche e delle delegazioni estere di Tunisia, Ungheria, Panama, Albania, Cina e Corea, che hanno aperto il confronto a nuove opportunità di cooperazione economica e a possibili relazioni tra il tessuto produttivo italiano e i mercati internazionali.
La giornata conclusiva rappresenta il punto di arrivo del percorso iniziato il 25 settembre. In tre giorni Confimprese Italia ha celebrato i propri trent'anni di attività non soltanto ripercorrendo la propria storia, ma trasformando l'anniversario in un confronto sul futuro dell'Italia che produce. A chiudere i lavori è stato il presidente nazionale di Confimprese Italia, Guido D'Amico, con la sottoscrizione della «Carta di Fiuggi», il documento che traduce in una piattaforma programmatica le priorità e le proposte emerse durante le tre giornate sui grandi temi della competitività, del lavoro, del welfare, dell'innovazione, dell'accesso al credito e dell'internazionalizzazione.
Confimprese Italia riunisce oggi 68 associazioni datoriali e 80mila soci, con delegazioni estere che rappresentano 4mila aziende italiane all'estero. Una rete articolata e radicata, capace di raccogliere le istanze del tessuto produttivo e di accompagnare le imprese anche nei processi di apertura e consolidamento sui mercati internazionali. La «Carta di Fiuggi» rappresenta l'eredità concreta del confronto e indica le priorità che la Confederazione intende portare avanti nei prossimi mesi.