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Il logo Xiaomi diventa un concept di monovolume elettrico

Il designer Lucas Angelo ha trasformato il celebre squircle di Xiaomi, disegnato da Kenya Hara, in un concept di monovolume elettrico chiamato Horizon: il portellone è un enorme logo luminoso e le ruote riprendono la stessa forma.

Questo articolo è stato prodotto con l’ausilio dell’IA sotto la responsabilità editoriale di Haydamax OÜ.

Il logo di Xiaomi, quel quadrato arrotondato che l'azienda cinese usa come simbolo, è diventato un'auto. A immaginarlo è stato il designer Lucas Angelo, che ha preso la forma dello squircle e l'ha portata su scala automobilistica, dando vita a un concept di monovolume elettrico battezzato Xiaomi Horizon. Il risultato è un esercizio di coerenza visiva spinto all'estremo: il portellone posteriore è un unico grande squircle luminoso, le ruote riprendono la stessa geometria e l'intero retrotreno sembra un'icona di app ingrandita fino alle dimensioni di un veicolo per famiglie.

L'ossessione per lo squircle non è un capriccio del designer. Nel 2021 Xiaomi aveva affidato a Kenya Hara, nome di riferimento del design giapponese e artefice dell'identità visiva di MUJI, il compito di ridisegnare il proprio logo. Hara era arrivato a una formula di superellisse calibrata su un valore chiamato n uguale a 3, il punto matematicamente preciso tra un quadrato perfetto e un cerchio perfetto. All'epoca la scelta era stata derisa in rete come «trecentomila dollari per degli angoli arrotondati». Angelo, evidentemente, ha preso la questione molto più sul serio: l'intera fascia posteriore della Horizon è quella formula resa alla scala di un'automobile, delimitata da LED illuminati singolarmente che si accendono come un salvaschermo quando il veicolo è parcheggiato.

Anche il frontale gioca allo stesso modo con quella che Xiaomi chiama Cascade Grille, un reticolo a tutta larghezza di piccoli quadrati illuminati che sfumano in modo progressivo attraverso il muso. Non si tratta di una presa d'aria funzionale, quanto di uno spettacolo luminoso: una scelta coerente per un marchio che si è fatto conoscere con telefoni e altoparlanti intelligenti prima di avvicinarsi a un telaio. Va notato che Li Tianyuan, responsabile del design automobilistico di Xiaomi, si è formato sulla BMW iX e sulla i Vision Circular, il concept che aveva trasformato il doppio rene BMW in un display digitale. Il fatto che Angelo sia arrivato in modo indipendente in un territorio concettuale quasi identico suggerisce che i suoi istinti puntino in una direzione già validata dal team di design reale.

Il punto più delicato riguarda il segmento dei monovolume elettrici premium cinesi, che conta già più di una vittima illustre. Il caso più celebre è la Li Auto Mega, un people mover monovolume dalle linee morbide e curve che il web aveva immediatamente ribattezzato «carro funebre». Un proprietario aveva persino applicato decalcomanie da treno ad alta velocità perché le battute si scrivevano da sole, e il capo del design di Li Auto stava ancora difendendo pubblicamente la vettura a più di due anni di distanza. Un grande pannello posteriore liscio e vuoto su un monovolume è, in sostanza, un invito al web a decidere da solo che aspetto abbia, e il risultato non è mai lusinghiero.

È esattamente la trappola che il portellone illuminato della Horizon evita. Al posto di un vuoto scuro e piatto, il retrotreno offre una firma luminosa grande quanto una porta di fienile, qualcosa da guardare davvero invece che da sbirciare con sospetto. Che Xiaomi arrivi mai a costruire un veicolo simile è improbabile, soprattutto ora che l'azienda ha già scelto la sua risposta alla domanda sul family hauler con la SkyNomad, un SUV EREV dotato di frigorifero e modalità letto anziché di porte scorrevoli da monovolume. La Horizon resta però un promemoria divertente: a volte il modo migliore di rendere omaggio a un marchio è prendere la sua decisione di design più piccola e più derisa e ingrandirla finché tutti sono costretti a prenderla sul serio.

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