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Oilstainlab lancia la Maniac Chair, sedia in carbonio ispirata all'hypercar HF-11

Il marchio californiano Oilstainlab, noto per l'hypercar HF-11, presenta la Maniac Chair: una sedia in alluminio CNC e fibra di carbonio, ordinabile su misura attraverso il lifestyle brand House Dé Stains.

Una sedia che sembra uscita da un salotto di metà Novecento, ma che nasconde un materiale che nessun designer scandinavo degli anni Cinquanta avrebbe mai potuto utilizzare: la fibra di carbonio. È la Maniac Chair, il nuovo progetto di Oilstainlab, realtà californiana nota soprattutto per la HF-11, hypercar prodotta in serie limitatissima. La sedia viene venduta da House Dé Stains, il lifestyle brand dell'azienda, e nasce come estensione diretta del linguaggio progettuale della vettura.

Il legame con il mondo automotive non è solo dichiarato, ma strutturale. Lo scafo della Maniac Chair è realizzato con una struttura in alluminio lavorata a controllo numerico e un guscio in fibra di carbonio posata a mano. Sono gli stessi materiali e le stesse logiche costruttive che si ritrovano in una vettura ad alte prestazioni, trasferiti però in un oggetto domestico pensato per durare e per essere guardato da vicino. A prima vista, il profilo ricorda una poltrona vintage; avvicinandosi, emerge la trama tecnica del carbonio, che sposta immediatamente il pezzo in una dimensione contemporanea.

Non esiste una versione standard della Maniac Chair. Ogni esemplare viene ordinato su misura e il cliente sceglie quelli che l'azienda definisce «trim levels», ovvero combinazioni di tessuti, colori e finiture differenti. È un approccio mutuato direttamente dal mondo delle automobili, dove la personalizzazione è parte integrante dell'esperienza di acquisto. Chi ordina la sedia può inoltre decidere se aggiungere o meno il poggiatesta e il pouf coordinato, trasformando l'oggetto in una piccola postazione di relax.

La scelta di Oilstainlab di entrare nel mercato dell'arredamento attraverso un proprio brand lifestyle non è isolata. Sempre più spesso i marchi legati alla mobilità e al design industriale estendono la propria identità a oggetti per la casa, cercando un pubblico che non si limita a guidare o a collezionare auto, ma che vuole circondarsi di un'estetica coerente. In questo caso, la sedia funziona come una sorta di manifesto domestico della HF-11: ne riprende le geometrie, i materiali e l'idea di esclusività, ma la rende accessibile in un formato diverso.

Il risultato è un oggetto che si colloca a metà strada tra il complemento d'arredo e il pezzo da collezione. La lavorazione artigianale del carbonio, unita alla struttura in alluminio, suggerisce una produzione lenta e controllata, lontana dalla logica della serie numerica. La personalizzazione spinta, poi, rende ogni Maniac Chair un esemplare unico, pensato per essere scelto e non semplicemente acquistato.

Per il pubblico italiano, abituato a un'idea di design domestico legata alla tradizione e alla funzionalità, la Maniac Chair rappresenta un esempio di come il linguaggio delle alte prestazioni possa entrare negli spazi quotidiani. Non si tratta di una sedia pensata per passare inosservata: è un oggetto che chiede di essere notato, toccato e raccontato. E che conferma come il confine tra arredamento, moda e automotive sia sempre più sottile, soprattutto quando la materia prima è la stessa.

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