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Al Jamaica di Milano la storia della città si disegna sulle tovagliette

Il storico bar meneghino, l'illustratore Jacopo Ascari e il brand Velasca trasformano la memoria di Milano in un progetto che unisce immagini, oggetti e design, portando la storia della città sulla tavola.

Il Jamaica, storico bar di Milano, diventa il palcoscenico di un progetto che intreccia memoria urbana, illustrazione e design. L'iniziativa nasce dall'incontro tra il locale meneghino, l'illustratore Jacopo Ascari e il marchio Velasca, e trasforma la storia della città in immagini e oggetti destinati alla tavola. Un'operazione che porta la narrazione di Milano fuori dai musei e la cala nella quotidianità di un caffè, dove le tovagliette diventano piccole mappe di ricordi collettivi.

Il progetto si fonda su un gesto semplice e insieme simbolico: raccontare la città attraverso ciò che si appoggia sul tavolo. Le tovagliette disegnate da Jacopo Ascari diventano il supporto su cui prendono forma luoghi, atmosfere e frammenti di storia milanese. Non si tratta di una semplice decorazione, ma di un vero e proprio esercizio di memoria visiva, in cui l'illustrazione diventa il linguaggio per restituire un'identità urbana fatta di dettagli, abitudini e luoghi riconoscibili.

La scelta del Jamaica non è casuale. Il locale, da decenni punto di riferimento della vita milanese, rappresenta un osservatorio privilegiato sui cambiamenti della città. Le sue sale hanno visto avvicendarsi generazioni, mode e rituali sociali, e oggi ospitano un progetto che prova a fissare quella storia in un oggetto d'uso quotidiano. La collaborazione con Velasca, marchio legato a un'idea di artigianato e territorio, aggiunge al progetto una dimensione materiale, fatta di cura dei dettagli e attenzione alla qualità.

L'iniziativa si inserisce in una tendenza più ampia che vede il design e l'illustrazione contaminare gli spazi della ristorazione e della socialità. Sempre più spesso bar, caffè e locali storici diventano luoghi di produzione culturale, dove l'oggetto d'uso — una tovaglietta, un menu, un arredo — diventa veicolo di racconto. In questo caso, la storia di Milano non viene celebrata in modo retorico, ma filtrata attraverso lo sguardo di un illustratore e la sensibilità di un marchio che fa della memoria artigianale il proprio tratto distintivo.

Il risultato è un progetto che parla di stile e di appartenenza senza rinunciare alla leggerezza. Le tovagliette diventano piccoli manifesti domestici, capaci di trasformare una colazione o un aperitivo in un momento di riconoscimento collettivo. È un modo di abitare la città che passa attraverso gli oggetti e i gesti quotidiani, coerente con un'idea di design non come esercizio estetico fine a se stesso, ma come pratica capace di dare forma alla memoria condivisa.

Per Milano, città che ha fatto della trasformazione continua una delle sue cifre, iniziative come questa offrono una pausa di riflessione. Mentre i quartieri cambiano volto e i locali storici resistono o si reinventano, il progetto del Jamaica, di Jacopo Ascari e di Velasca propone un modo gentile di conservare traccia del passato. Non un monumento, ma un oggetto che si usa, si consuma e si ricorda, portando la storia della città direttamente sulle tavole di chi la vive ogni giorno.

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