A Doha apre il 5 novembre 2026 la Design Doha Biennial 2026, la manifestazione che per alcune settimane porta il design contemporaneo del Medio Oriente, del Nord Africa e dell'Asia meridionale al centro della scena. La rassegna resterà aperta fino al 31 gennaio 2027, dopo un rinvio dovuto alla guerra nel Golfo che ha costretto gli organizzatori a riprogrammare l'evento.
La biennale si svolge nel quartiere storico di Fereej Al Asmakh, dove le antiche case a corte fanno da cornice alle installazioni. Il programma comprende più di diciannove mostre, cinque commissioni pubbliche permanenti, un ciclo di incontri e premi. Il filo conduttore è il rapporto tra artigianato tradizionale e futuro del progetto: come i saperi dei mestieri, dai tessuti ai materiali locali, possano orientare il modo di progettare oggi. Le case a corte, con i loro spazi interni raccolti attorno a un cortile, offrono al pubblico un percorso che alterna ambienti chiusi e aperti, in linea con la tradizione architettonica della città.
La mostra principale è Arab Design Now 2026, curata da Noura Al Sayeh, che raccoglie 81 designer e makers con 78 nuove commissioni e 17 film. La scelta di affidare la sezione centrale a una curatrice della regione risponde alla volontà di dare voce diretta ai progettisti che lavorano tra il Golfo e il Maghreb, senza filtri esterni. Tra i progetti presentati c'è The Sower di Fernando Laposse, che include una banca dei semi viva costruita in Qatar: un'opera che tiene insieme ricerca agricola, conservazione e memoria dei luoghi. Post-Oil 2026 esamina invece i materiali industriali che stanno plasmando l'ambiente costruito del Golfo, interrogandosi su cosa resti della costruzione quando l'economia dell'petrolio cambia forma. Muqarnas of Sadu di Ghadeer Mohammed reinterpreta i motivi della tessitura beduina, il sadu, trasformando una tecnica domestica in un linguaggio spaziale contemporaneo.
Non mancano le proposte pensate per il clima e la vita pubblica. Salsabil, firmato dallo studio New South, combina sfere in ceramica e nebbia per rinfrescare gli spazi collettivi, un tema non secondario in una città dove le temperature estive sono tra le più alte del pianeta. Palm Construct di Abdalla Almulla lavora il legno di palma con tecniche di intreccio tradizionali, unendo materia locale e sapere artigiano. Shoreline di Platau è un padiglione in legno che richiama l'eredità marittima del Qatar, quando la costa e il mare erano il cuore dell'economia e della vita quotidiana.
La biennale è stata fondata nel 2024 da Qatar Museums, presieduta da Sheikha Al Mayassa. L'edizione inaugurale aveva registrato più di trecento designer, ventiquattro mostre e oltre 118.000 visitatori, numeri che fanno da base alle aspettative per questa seconda edizione. Il progetto nasce dentro una strategia più ampia che punta a fare di Doha un polo culturale per la regione, e la continuità tra le due edizioni è uno degli elementi che gli organizzatori intendono consolidare.
Il racconto dall'inaugurazione proseguirà con interviste al direttore e alla curatrice, per approfondire le scelte che hanno portato a questo programma e il modo in cui il dialogo tra artigianato e produzione contemporanea è stato costruito con i progettisti invitati.