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Sassonia-Anhalt, i cinque seggi del BSW possono decidere la maggioranza

L’AfD vince con il 43,8% e conquista 39 seggi su 83, tre meno della maggioranza assoluta. Il BSW ne ottiene cinque e diventa decisivo, anche per il peso delle posizioni comuni sulla guerra in Ucraina.

Sassonia-Anhalt, i cinque seggi del BSW possono decidere la maggioranza

FalkoMD / Wikimedia Commons · CC BY-SA 2.0 · rights

Questo articolo è stato prodotto con l’ausilio dell’IA sotto la responsabilità editoriale di Haydamax OÜ.

L’AfD ha vinto nettamente le elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, ma non può governare da sola. Il risultato ufficiale provvisorio assegna al partito il 43,8% dei secondi voti e 39 seggi su 83 nel Landtag. Per la maggioranza assoluta ne servono 42: il margine che separa l’AfD dal controllo autonomo dell’assemblea è quindi di tre deputati.

A quel punto diventano centrali i cinque seggi conquistati dal Bündnis Sahra Wagenknecht, il BSW. Il partito ha superato la soglia con il 5,3% e, sommando i suoi deputati ai 39 dell’AfD, si arriva a 44. È una maggioranza aritmetica, non una coalizione già formata. Le prossime trattative dovranno stabilire se quei numeri diventeranno un accordo politico, un sostegno esterno o semplici convergenze su singoli provvedimenti.

Prima del voto, la candidata di punta del BSW Claudia Wittig aveva già respinto l’idea di escludere in modo automatico l’AfD da ogni collaborazione. Secondo Wittig, un partito sostenuto da circa il 40% degli elettori non può essere semplicemente ignorato. Il BSW aveva proposto un ministro-presidente indipendente dai partiti e maggioranze variabili nel parlamento regionale, una formula che potrebbe permettere intese senza un tradizionale contratto di coalizione.

Le alternative sono complesse. La CDU, che guidava il governo regionale, è scesa al 17,2% e dispone di 15 seggi. La SPD ha ottenuto il 9,3%, i Verdi l’8,9% e Die Linke l’8,6%; ciascuno dei tre partiti avrà otto deputati. CDU, SPD e Verdi insieme arrivano solo a 31 seggi, molto lontani dai 42 necessari.

La vicenda interessa anche il resto d’Europa perché AfD e BSW condividono una linea critica verso il sostegno militare tedesco all’Ucraina. La direzione federale dell’AfD chiede di interrompere tutti gli aiuti militari a Kiev. Il programma del partito sostiene inoltre l’abolizione delle sanzioni europee contro la Russia e il rilancio dei rapporti economici con Mosca.

Il BSW usa toni e argomenti diversi, ma chiede a sua volta la fine delle forniture di armi all’Ucraina e l’avvio di negoziati con la Russia. Nel programma per la Sassonia-Anhalt il partito insiste sulla diplomazia, rifiuta un’ulteriore militarizzazione e propone di riaprire il dialogo energetico con Mosca. È un terreno di convergenza concreto, anche se non coincide con una completa identità politica.

Un eventuale governo regionale non avrebbe però il potere di fermare da solo le forniture militari tedesche. La politica di sostegno all’Ucraina è decisa a livello federale e il governo di Berlino ha confermato in estate la prosecuzione dell’assistenza militare, finanziaria e umanitaria, oltre alla pressione sanzionatoria sulla Russia. L’effetto di Magdeburgo sarebbe quindi soprattutto politico: darebbe una piattaforma di governo a forze che chiedono un cambio di rotta nazionale.

L’affluenza del 77,8% rende il segnale ancora più forte. L’AfD ha guadagnato 23 punti percentuali rispetto al 2021, mentre la CDU ha subito un crollo storico. Ora il punto non è più soltanto chi ha vinto le elezioni, ma chi riuscirà a tradurre i seggi in una maggioranza stabile.

Il prossimo passaggio sarà l’elezione del ministro-presidente e la costruzione di un accordo parlamentare. Cinque deputati del BSW sono abbastanza per superare la soglia dei 42 insieme all’AfD. La loro scelta determinerà se la vittoria dell’AfD resterà un risultato elettorale eccezionale o diventerà un nuovo modello di potere regionale in Germania.

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