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Kallas scrive ai ministri della Difesa Ue: «Servono più risorse navali e aeree nel Mar Rosso»

L'Alto Rappresentante per la Politica Estera e la Sicurezza ha inviato una lettera ai ministri della Difesa dei 27 Stati membri per sollecitare un maggiore impegno contro la minaccia degli Houthi nello Stretto di Bab el-Mandeb, chiedendo più mezzi navali e aerei per Eunavfor Aspides.

Questo articolo è stato prodotto con l’ausilio dell’IA sotto la responsabilità editoriale di Haydamax OÜ.

L'Alto Rappresentante per la Politica Estera e la Sicurezza dell'Unione Europea, Kaja Kallas, ha inviato una lettera ai ministri della Difesa dei 27 Stati membri per sollecitare un impegno più incisivo contro la minaccia rappresentata dagli Houthi nel Mar Rosso. Nella comunicazione, che l'agenzia AGI ha potuto visionare, Kallas descrive una situazione in rapida evoluzione che sta già producendo ripercussioni sugli interessi europei e sulle catene di approvvigionamento del continente.

Al centro della preoccupazione c'è il controllo esercitato dagli Houthi sullo Stretto di Bab el-Mandeb, snodo cruciale per il transito marittimo internazionale. «La leva che gli Houthi hanno acquisito sullo Stretto di Bab el-Mandeb con la conquista del porto di Mocha, dell'isola di Perim e delle isole Hanish rappresenta una seria minaccia per la sicurezza marittima attraverso un'importante rotta di transito internazionale», scrive Kallas nella lettera. La situazione, sottolinea, «è tuttora in evoluzione» e «sta già avendo ripercussioni sugli interessi europei, con ripercussioni sulle nostre catene di approvvigionamento» e potrebbe avere implicazioni «sulla nostra capacità di sostenere le nostre economie, già colpite dall'aumento dei prezzi del carburante».

Kallas evidenzia come, al momento, permangano incertezze sulle intenzioni degli Houthi nei confronti delle navi che transitano attraverso lo Stretto. «Sebbene gli Houthi comunichino di voler colpire solo gli interessi legati all'Arabia Saudita, permangono incertezze sulle loro azioni nei confronti delle navi che transitano attraverso lo Stretto», si legge ancora nel documento. «La situazione può evolvere rapidamente e in modo imprevedibile. Pertanto, dobbiamo agire per affrontare questa nuova minaccia», esorta l'Alto Rappresentante.

L'invito rivolto ai ministri è quello di sfruttare «le prossime riunioni della Commissione FAC sulla Difesa e della Commissione FAC di settembre e ottobre, per suggerire possibili azioni che l'UE possa intraprendere per affrontare questa importante sfida». La richiesta di un intervento era stata avanzata nei giorni scorsi anche dal ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, che aveva scritto proprio a Kallas per sollecitare un'azione in questo senso.

Nel documento, Kallas richiama gli Stati membri alla necessità di dotarsi di mezzi adeguati: «Abbiamo bisogno di risorse navali e aeree più numerose e ben equipaggiate per affrontare il crescente livello di minacce, comprese maggiori capacità di protezione ravvicinata». L'operazione Eunavfor Aspides, ricorda, «continua a sostenere la libertà di navigazione attraverso Bab el-Mandeb grazie alle risorse fornite dagli Stati membri». Tuttavia, avverte, «nell'attuale contesto di maggiore sicurezza, dobbiamo essere in grado di aumentare sostanzialmente la nostra presenza per garantire che l'Operazione possa adempiere pienamente al suo mandato».

La posta in gioco, conclude Kallas, non riguarda soltanto la sicurezza delle rotte commerciali. «In gioco c'è il nostro obiettivo principale di proteggere i nostri interessi di sicurezza e prosperità, nonché la nostra credibilità come fornitore di sicurezza», scrive. La lettera arriva in un momento di crescente tensione nello Stretto di Bab el-Mandeb, dove il controllo di infrastrutture strategiche da parte degli Houthi sta modificando gli equilibri di sicurezza lungo una delle principali vie di transito marittimo mondiale, con effetti diretti sui costi energetici e sulla stabilità delle forniture verso l'Europa.

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