Il termine «menopausa maschile» o «andropausa» viene spesso usato per descrivere il calo graduale del testosterone che molti uomini sperimentano con l'avanzare dell'età. Tuttavia, gli esperti sottolineano che si tratta di un fenomeno profondamente diverso dalla menopausa femminile, sia per cause che per conseguenze. Mentre le donne vivono un brusco calo degli ormoni sessuali in un arco di tempo relativamente breve, negli uomini la riduzione del testosterone avviene in modo molto lento, circa l'1% all'anno tra i 40 e i 70 anni. Molti uomini non notano alcun sintomo, e la fertilità spesso rimane intatta.
«L'andropausa implica che la produzione di testosterone cessi negli uomini come la funzione ovarica alla menopausa. Non è così», spiega il dottor Robert Stevens, direttore medico presso The Men's Health Clinic. «Il testosterone può diminuire con l'età, ma la carenza di testosterone (o ipogonadismo) è una condizione clinica, non una fase inevitabile dell'invecchiamento maschile». Il termine stesso, coniato meno di un secolo fa come risposta alla controparte femminile, deriva dal greco andro, uomo, e pausa, cessazione. Ma la realtà biologica è più sfumata: la maggior parte degli uomini mantiene livelli ormonali sufficienti anche in età avanzata.
Quando i livelli di testosterone scendono al di sotto della norma, i sintomi possono includere umore basso, poca energia, nebbia mentale e riduzione della libido. «Molti uomini lo descrivono come esistere piuttosto che vivere: il lavoro sembra più difficile, l'attività fisica diminuisce, l'intimità svanisce e anche le piccole decisioni possono risultare complicate», aggiunge Stevens. In alcuni casi si osservano meno erezioni, minor desiderio sessuale e, talvolta, infertilità. Tuttavia, questi segnali non sono automatici e possono essere confusi con altri problemi di salute o effetti di farmaci.
La carenza di testosterone può avere cause diverse. Può essere primaria, quando il problema risiede nei testicoli, ad esempio per un trauma o una condizione genetica, oppure secondaria, quando il cervello non invia correttamente i segnali ormonali ai testicoli. In altri casi si parla di causa mista. Non tutti gli uomini con livelli bassi di testosterone hanno una vera carenza: la statistica spesso citata secondo cui «un uomo su quattro ha basso testosterone» è fuorviante. «Un risultato basso al test del sangue non equivale a una carenza di testosterone», precisa Stevens. Gli studi indicano che la carenza vera e propria riguarda circa il 2% degli uomini, anche se la stima è incerta perché i sintomi non sono sempre evidenti e i criteri per definire un livello «basso» variano.
Per chi riceve una diagnosi di carenza, il primo passo è affrontare i fattori che possono sopprimere la produzione ormonale. «Guardiamo prima a stress, sonno, alimentazione, esercizio fisico, composizione corporea e salute di base», spiega l'esperto. «Tutti possono influenzare i livelli di testosterone e i sintomi, e alcune cause sono reversibili». Se i sintomi persistono nonostante livelli costantemente bassi, si può considerare la terapia sostitutiva con testosterone (TRT). L'obiettivo è ripristinare livelli fisiologici per far sentire l'uomo di nuovo se stesso. «Per il paziente giusto, la TRT può essere profondamente benefica», afferma Stevens. «Può restituire energia, motivazione, fiducia e connessione».
La salute ormonale, tuttavia, riflette la salute generale. Per ottimizzarla nella mezza età e oltre, gli esperti consigliano di dare priorità al sonno, gestire lo stress, fare esercizio regolare, mantenere una composizione corporea sana, mangiare bene e limitare l'alcol. È fondamentale anche non ignorare i problemi medici, ma affrontarli con il supporto di un professionista. In definitiva, l'andropausa non è una sentenza per tutti gli uomini, ma un promemoria che il benessere ormonale è parte integrante di uno stile di vita sano e consapevole.