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Minnie Kemp svela le sue 7 lezioni per arredare con personalità

La design director di Firmdale Hotels spiega come evitare un eccesso di ricercatezza e dare carattere agli interni con colore, artigianato e scelte personali.

Dare personalità a una casa senza cadere nella trappola dell'eccessiva ricercatezza. È il principio che guida Minnie Kemp, design director di Firmdale Hotels, che in un'intervista ha condiviso le sue sette lezioni per arredare con carattere. Il suo approccio parte da una convinzione semplice: un ambiente non deve essere perfetto, ma vissuto, capace di raccontare chi lo abita.

La prima lezione riguarda il colore. Kemp invita a non averne paura e a usarlo come strumento per definire l'atmosfera di una stanza. Non si tratta di riempire gli spazi di tinte forti, ma di scegliere palette che riflettano il proprio gusto e che sappiano accogliere. Il colore, spiega, è ciò che trasforma un ambiente neutro in un luogo riconoscibile.

Il secondo insegnamento è dedicato all'artigianato. Oggetti fatti a mano, tessuti lavorati, dettagli non industriali aggiungono profondità e rendono gli interni meno anonimi. Kemp suggerisce di cercare pezzi che portino con sé una storia, che siano stati realizzati da artigiani o che provengano da viaggi e mercati. Sono questi elementi a creare un senso di autenticità.

La terza lezione invita a mescolare epoche e stili. Un mobile contemporaneo accanto a un pezzo vintage, una ceramica tradizionale su un tavolo moderno: le combinazioni inaspettate sono quelle che danno vita a un ambiente. L'idea è evitare la monotonia e costruire una stratificazione che si arricchisce nel tempo.

Quarta indicazione: non seguire ciecamente le tendenze. Kemp sottolinea che le mode passano, mentre lo stile personale resta. Arredare con personalità significa scegliere ciò che piace davvero, anche se non è ciò che si vede sulle riviste o sui social in quel momento. La casa deve essere un riflesso di chi la vive, non una vetrina.

La quinta lezione riguarda la funzionalità. Un ambiente bello ma scomodo non funziona. La design director insiste sull'importanza di pensare a come si vive ogni spazio: dove si legge, dove si conversa, dove si cucina. La bellezza, dice, deve accompagnarsi alla praticità, altrimenti diventa solo una scenografia.

Il sesto punto è dedicato alla luce. Kemp considera l'illuminazione uno degli strumenti più sottovalutati nell'arredamento. Una lampada ben posizionata, una luce calda e diffusa possono cambiare completamente la percezione di una stanza. Non si tratta solo di vedere, ma di creare atmosfera.

Infine, la settima lezione: non avere paura di sbagliare. Kemp invita a sperimentare, a cambiare, a spostare gli oggetti, a provare accostamenti nuovi. Solo così si arriva a un ambiente che funziona davvero. La perfezione, sostiene, è meno interessante della personalità.

Le riflessioni di Minnie Kemp si inseriscono in un dibattito più ampio sul modo di abitare gli spazi contemporanei. Sempre più spesso i progettisti sottolineano l'importanza di interni che raccontino una storia, che siano espressione di chi li vive e non semplici copie di modelli preconfezionati. In questo senso, le sue sette lezioni offrono indicazioni concrete per chi desidera una casa con carattere, lontana dall'idea di un ambiente troppo ricercato e per questo freddo.

Il messaggio finale è chiaro: l'eleganza non sta nell'accumulo di oggetti firmati o nell'adesione a un'estetica impeccabile, ma nella capacità di rendere uno spazio personale, accogliente e vivo. Un principio che vale sia per una casa privata sia per gli ambienti di un hotel, dove l'ospite deve sentirsi a proprio agio, circondato da dettagli che parlano di cura e autenticità.

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