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Una tana didattica in quota: a 2.173 metri il progetto che insegna la montagna ai più giovani

Alla stazione intermedia del Pavillon della Skyway Monte Bianco, in Valle d'Aosta, lo studio Officina 82 ha realizzato «Tana delle Marmotte»: un'installazione educativa sotterranea permanente in acciaio corten e compensato di abete, pensata per avvicinare bambini e ragazzi all'ecosistema alpino.

Un ambiente di apprendimento sotterraneo e reversibile, costruito a 2.173 metri di quota, per raccontare ai più giovani come vive una marmota. È «Tana delle Marmotte», installazione educativa permanente progettata dallo studio Officina 82 alla stazione intermedia del Pavillon della funivia Skyway Monte Bianco, in Valle d'Aosta. Il progetto unisce gioco ed educazione ambientale, traducendo in architettura modulare l'habitat sotterraneo delle marmote alpine e integrandosi direttamente nel paesaggio di montagna.

Il guscio strutturale è composto da tre condotti prefabbricati in acciaio corten: un tubo centrale lungo otto metri e due condotti trasversali di accesso, con diametri rispettivamente di 2.200 e 1.300 millimetri. Per preservare l'ecosistema d'alta quota, la struttura poggia su un letto di ghiaia fine, senza fondazioni permanenti in cemento, garantendo così la completa reversibilità dell'intervento. I componenti in corten sono stati realizzati fuori sito con connessioni flangiate, con pesi calibrati per il trasporto in elicottero, e assemblati a secco sul posto per ridurre al minimo le perturbazioni ambientali ed evitare un cantiere prolungato in quota.

All'interno, l'allestimento è rivestito con costole in compensato di abete a tre strati, spesse 40 millimetri, ancorate a telai perimetrali in legno che riprendono il profilo circolare dell'acciaio. Riempiti con perline maschio-femmina in abete, questi elementi sagomati su misura formano un volume spaziale continuo e fluido, ispirato ai tunnel di ibernazione invernale scavati dalle marmote. Le superfici in legno svolgono più funzioni: sedute ergonomiche, teche espositive, supporti per la grafica e una scala intagliata che conduce a un oblò in acrilico trasparente, dal quale i visitatori possono osservare il terreno circostante. Strisce LED a soffitto seguono il profilo curvo interno e guidano il percorso educativo.

L'oblò non è solo una finestra sul paesaggio: funziona anche da lucernario, portando luce naturale all'interno. La scelta dei materiali ha privilegiato componenti riciclabili, tra cui acciaio, corten e legno. Il progetto è firmato da Officina 82, con Fabio Revetria e Lara Sappa come lead designer e la collaborazione di Arianna Garelli, Lucrezia Nari e Simone Bianchi; la progettazione strutturale è di IngeMBP – Corrado Curti, con il geologo Paolo Zamparutti, le opere in metallo di Nuova Sicmi, l'interior design di Studio Arredi e l'ingegneria MEP di CED Impianti. Il coordinamento generale è di Giulia Sarno, che ha curato anche le fotografie, mentre il committente è Skyway Monte Bianco.

Il progetto si inserisce in una riflessione più ampia sul rapporto tra architettura e ambienti fragili. La scelta dell'assemblaggio a secco, dei pesi calibrati per l'elicottero e dell'assenza di fondazioni permanenti risponde a una logica precisa: costruire in alta quota senza lasciare tracce durature sul territorio. In questo senso, la tana diventa essa stessa un messaggio educativo, oltre che uno spazio da esplorare. Bambini e ragazzi possono così avvicinarsi alla montagna attraverso un'esperienza sensoriale e spaziale, imparando a conoscere l'habitat delle marmote e, insieme, il valore di un intervento rispettoso dell'ecosistema alpino.

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