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Sette sintomi che le donne scambiano per invecchiamento: quando rivolgersi al medico

Stanchezza persistente, sanguinamenti abbondanti, variazioni di peso e vuoti di memoria non vanno sempre attribuiti all'età o alla menopausa. La dottoressa Cheryl Lythgoe spiega quando è opportuno consultare il proprio medico di base.

Stanchezza cronica, difficoltà a ricordare i nomi, cambiamenti del girovita: nella mezza età è facile attribuire questi segnali alla menopausa o al semplice scorrere del tempo. Eppure, secondo la dottoressa Cheryl Lythgoe, infermiera consulente presso Benenden Health, alcuni di questi cambiamenti apparentemente scontati meritano un approfondimento medico. La perimenopausa e la menopausa possono causare vampate di calore, disturbi del sonno e dolori articolari, con sintomi che possono protrarsi dai sette ai nove anni e talvolta anche più a lungo. Questa sovrapposizione rende difficile distinguere ciò che è fisiologico da ciò che potrebbe nascondere un altro problema di salute.

«La nebbia mentale, i problemi di memoria, le vampate e l'affaticamento sono tra i sintomi della menopausa che più disturbano le donne sul lavoro», spiega Lythgoe. «Ma se i sintomi incidono sulla vita quotidiana o sul benessere, è importante chiedere un parere medico invece di dare per scontato che siano legati all'età». I dati confermano l'ampiezza del fenomeno: una ricerca del CIPD condotta su oltre duemila lavoratrici britanniche tra i 40 e i 60 anni ha rilevato che il 73% ha sperimentato sintomi legati alla transizione menopausale. Tra queste, il 67% ha dichiarato che i sintomi hanno avuto un effetto prevalentemente negativo sul lavoro. Ulteriori studi di Benenden hanno mostrato che il 28% delle donne stava valutando di lasciare il proprio impiego a causa dei sintomi, mentre il 7% aveva già rassegnato le dimissioni.

Uno dei campanelli d'allarme principali è la stanchezza persistente. Se il riposo notturno non basta a recuperare le energie, se ci si sente esauste molto prima del solito o se compaiono affanno e vertigini, potrebbe trattarsi di anemia da carenza di ferro, soprattutto in presenza di mestruazioni abbondanti. Il Servizio Sanitario britannico elenca tra i sintomi dell'anemia stanchezza, mancanza di energia, respiro corto, palpitazioni e mal di testa. Anche una tiroide ipoattiva può essere responsabile di affaticamento, aumento di peso, difficoltà di concentrazione e umore basso, con sintomi che si sovrappongono facilmente a quelli menopausali. È opportuno consultare il medico se la stanchezza persiste nonostante il riposo, peggiora o si accompagna a respiro corto, vertigini, palpitazioni o mestruazioni insolitamente abbondanti.

Le mestruazioni più abbondanti rappresentano un altro segnale da non sottovalutare. Durante la perimenopausa il ciclo può cambiare, diventando più o meno frequente e talvolta più abbondante o più scarso. Tuttavia, un sanguinamento significativamente più intenso non dovrebbe essere accettato come una conseguenza inevitabile della transizione. «Il sanguinamento mestruale abbondante può talvolta mascherare condizioni come fibromi, endometriosi, adenomiosi, disturbi della tiroide, patologie della coagulazione e, in alcuni casi, tumori», avverte Lythgoe. Secondo le linee guida del NHS, è necessario cambiare assorbente ogni una o due ore, il sanguinamento dura più di sette giorni o si perdono coaguli di grandi dimensioni. Qualsiasi sanguinamento vaginale dopo dodici mesi senza ciclo deve essere segnalato al medico, anche se si verifica una sola volta.

Anche le variazioni di peso senza una causa apparente richiedono attenzione. I cambiamenti nella composizione corporea sono comuni in menopausa, ma un aumento o una perdita di peso improvvisi senza modifiche a dieta o attività fisica vanno valutati da un professionista. «Questo è particolarmente importante se si verifica insieme ad affaticamento, alterazioni intestinali, sete eccessiva, palpitazioni o cambiamenti dell'appetito», precisa Lythgoe. La tiroide ipoattiva può spiegare un aumento di peso non voluto, soprattutto se accompagnato da stanchezza, sensazione di freddo, stitichezza e pelle secca. Al contrario, una perdita di peso significativa e non intenzionale merita sempre un colloquio con il proprio medico.

La nebbia mentale, infine, è un sintomo reale e riconosciuto della menopausa, ma va monitorata. Tra le donne che hanno riportato effetti negativi sul lavoro nello studio CIPD, il 79% ha dichiarato una ridotta capacità di concentrazione. «La nebbia mentale legata alla menopausa comporta spesso dimenticanze occasionali, difficoltà a trovare le parole o a concentrarsi», spiega Lythgoe. «Questi sintomi possono essere frustranti ma di solito sono lievi e non dovrebbero impedire lo svolgimento delle normali attività». Se i problemi di memoria diventano progressivamente più gravi, causano confusione o interferiscono con i compiti quotidiani, è il caso di discuterne con il medico di base.

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