In una società attraversata dalla guerra e da crisi profonde, il bisogno di trovare un significato può prendere molte strade. C’è chi torna alla religione, chi cerca una terapia, chi si rifugia nell’ironia, chi esplora spiritualità alternative o simboli volutamente provocatori. La maggior parte di questi percorsi non ha nulla a che vedere con la violenza.
L’Ucraina offre oggi una misura estrema della vulnerabilità collettiva. Nel 2026 WHO stima che una crisi di salute mentale riguardi circa dieci milioni di persone. In un’indagine del 2025 oltre il 70% degli intervistati aveva riferito sintomi di ansia, depressione o stress grave nell’anno precedente, mentre solo uno su cinque aveva cercato un aiuto professionale. Sono dati sulla sofferenza, non sulla pericolosità. L’American Psychological Association ricorda che la maggior parte delle persone con gravi disturbi mentali non è violenta.
La stessa prudenza serve quando entrano in scena occultismo e satanismo. La Church of Satan dichiara apertamente di essere atea e parla di «self-deification» in senso simbolico: il singolo è responsabile di se stesso e non adora un Satana soprannaturale. Anche la formula di Aleister Crowley «Do what thou wilt» viene spesso semplificata troppo. Le fonti dell’O.T.O. la collegano al concetto di True Will, non al diritto di assecondare ogni impulso.
Il problema nasce quando il linguaggio dell’eccezionalità personale incontra la deumanizzazione degli altri. In alcuni casi criminali, l’immaginario satanico è diventato parte della narrazione del colpevole. Richard Ramirez, condannato nel 1989 per 43 reati del caso Night Stalker, tra cui 13 omicidi, mostrava pubblicamente simboli «diabolici». Questo non dimostra che il satanismo abbia causato i suoi crimini. Dimostra che una persona già profondamente violenta può usare un immaginario per costruire e giustificare il proprio mito.
Nel caso di Danyal Hussein il rapporto con l’occulto era invece inserito nel progetto stesso. Un rapporto britannico sulla violenza estrema ricorda che Hussein scrisse un patto con un «demone», firmato col sangue, promettendo di sacrificare sei donne ogni sei mesi in cambio di una vincita alla lotteria. Nel giugno 2020 uccise Bibaa Henry e Nicole Smallman.
Esistono poi ambienti in cui la violenza è ideologia. L’Institute for Strategic Dialogue descrive l’Order of Nine Angles come una rete satanista neonazista decentralizzata i cui testi promuovono violenza estrema, stupro e pedofilia come strumenti di trasgressione. Non è corretto confonderla con il satanismo ateo di LaVey o con Thelema. Proprio la distinzione aiuta a capire dove sta il rischio.
Sul piano digitale, l’FBI ha lanciato l’allarme sulle reti 764 e simili, che prendono di mira minori e persone vulnerabili. Attraverso ricatto e manipolazione possono costringere le vittime ad autolesionismo, atti sessuali, crudeltà verso animali e altre forme di abuso. Qui il punto non è più il simbolo ma il potere esercitato su una persona reale.
L’Ucraina mostra anche una forma meno spettacolare di sfruttamento del bisogno di controllo. Nel marzo 2026 la Polizia nazionale ha annunciato un’indagine su clan familiari di false indovine accusate di aver sottratto quasi 1,4 milioni di grivne a vittime sottoposte a pressione psicologica, tra cui militari e familiari di caduti. Promettevano riti contro presunte disgrazie e maledizioni.
Per distinguere l’eccentricità dalla minaccia, l’FBI suggerisce di osservare i comportamenti. Nessun singolo segnale basta. La preoccupazione cresce quando si sommano minacce specifiche, fantasie violente dettagliate, fissazione su una persona, ricerca di informazioni sul bersaglio, acquisto di armi o attrezzature e altre forme di preparazione.
La società non ha bisogno di una caccia ai simboli oscuri. Ha bisogno di una capacità più sobria: rispettare la libertà personale finché resta tale, e riconoscere il momento in cui un culto dell’io smette di essere una posa e comincia a trattare la vita altrui come materiale sacrificabile.